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lunedì, 23 Maggio, 2022
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    Referendum, concessioni trivellazioni in mare: si vota domenica

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    Domenica 17 referendum abrogativo richiesto da 9 regioni con un unico quesito su cui la cittadinanza è chiamata ad esprimersi. Sulla scheda gli italiani si ritroveranno questa frase: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”? Gli elettori saranno quindi chiamati a pronunciarsi sulla permanenza o meno solo di alcune parole all’interno dell’articolo di d’interesse e che riguardano le autorizzazioni già concesse per le estrazioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa. Va precisato che la legge prevede già il divieto di effettuare attività estrattive entro le 12 miglia dalla costa. Nel 2015, la modifica del decreto legislativo, riconosceva il diritto ad effettuare le estrazioni petrolifere entro le 12 miglia alle società già in possesso di tali concessioni, praticamente a tempo indeterminato, cioè fino ad esaurimento del giacimento. Agli italiani viene ora chiesto se si vuole cancellare la frase “per la durata di vita del giacimento nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”. Una norma che riconoscerebbe per un lasso di tempo non precisato e quindi senza scadenza la validità del titolo autorizzativo ad effettuare le estrazioni petrolifere in un’area su cui la stessa legge pone dei divieti di estrazioni. Tale quesito è di interesse di circa 21 impianti che attualmente operano entro le 12 miglia dalla costa italiana e che, qualora domenica 17 aprile i cittadini opteranno per il no oppure si asterranno dall’esprimere il loro parere in merito, proseguiranno nella loro attività estrattiva con le concessioni attualmente riconosciute per un lasso tempo indeterminato cioè fino ad esaurimento del giacimento i cui tempi non sono assolutamente prevedibili e di durata di oltre decenni e decenni. Qualora invece vinca il SI e si raggiunga il quorum necessario per la validità del Referendum tal frase e quindi la validità delle concessioni agli impianti realizzati entro le 12 miglia a tempo illimitato, non sarà più valida. Diverse parti politiche si stanno interessando al Referendum anche se dal governo e non solo, stranamente, continuano ad essere inviati messaggi fuorvianti che incitano all’astensionismo. Dopo l’intervento del premier Matteo Renzi che ha definito inutile il referendum per il quale lo stato italiano ha investito circa 200 milioni, ultimo nella giornata di ieri l’intervento dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha avallato altresì l’ipotesi del non voto evidenziando in un’intervista che astenersi non è una scelta antidemocratica e anticostituzionale ma un modo per definire inconsistente l’iniziativa referendaria in questione. Dal Quirinale non si comprende bene invece quale sarà la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarellla che sembra dovrebbe recarsi regolarmente alle urne. In estrema sintesi mentre il premier e l’ex presidente Napolitano sembra che incitino all’astensione, da Mattarella, Boldrini e Grasso lasciano ipotizzare la loro presenza alle urna anche se non si schierano ne per il SI ne per il NO. Un comportamento che lascia spazio a supposizioni certo è che non è dato sapere come mai dai principali esponenti politici del Paese arrivano segnali di astensione ad un referendum che rappresenta l’essenza della democrazia   

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