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venerdì, 20 Maggio, 2022
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    Riforma Bcc. Il consiglio dei ministri ha varato la riforma con un decreto-legge

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    Il Consiglio dei Ministri del 10 febbraio 2016 ha ritenuto opportuno varare attraverso un decreto-legge la riforma delle BCC, quindi degli assetti di un sistema bancario che oggi raggruppa più di 300 istituti in tutta Italia. E’ noto che gli effetti del decreto-legge sono provvisori perdendo efficacia fin dall’inizio se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni.  Allora perché ricorrervi? Qual è la necessità e quale l’urgenza appunto? Si va forse nella direzione di assecondare particolari necessità e tentazioni opportunistiche? I dubbi sono tanti e le critiche delle piccole banche al progetto del governo non mancano. Qualcuno addirittura parla di incostituzionalità tirando in ballo l’art. 45 della nostra Costituzione che afferma la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. A questo punto, se tale norma si applica anche alla cooperazione di credito, l’obbligo di partecipare ad una holding unica per poter continuare ad esercitare il credito come Bcc configurerebbe una violazione della Costituzione. Cinque BCC del salernitano (Bcc Aquara, Monte Pruno di Roscigno, Buonabitacolo, Scafati e Fisciano) conferiscono intanto a Giuseppe Fauceglia, docente universitario di diritto commerciale, l’incarico di preparare gli emendamenti a questa riforma cercando di opporvisi in modo deciso poichè potrebbe portare alla scomparsa di un modello che senza la sua autonomia diventerebbe una banca qualsiasi, con danni enormi per il territorio. 

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