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lunedì, 23 Maggio, 2022
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    Riforma Bcc, il direttore della Bcc di Buonabitacolo Angelo De Luca incontra il presidente di Federcasse Alessandro Azzi.

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    Ci si muove e con fervore visto l’approssimarsi di una riforma del credito cooperativo che potrebbe portare ad un indebolimento sostanziale dell’economia del territorio. La riforma, così come concepita, andrebbe a ridurre notevolmente la capacità d’azione delle banche del territorio con imprese e famiglie che potrebbero trovare difficoltà nell’accesso al credito. La riforma, peraltro, secondo quanto evidenziato potrebbe andare a penalizzare in particolare i territori del sud Italia e delle aree interne come il Vallo di Diano. Sono diverse le iniziative che le Bcc locali stanno attivando per cercare di arginare o comunque per ottenere una modifica della riforma così come concepita. In questo lavoro è impegnato il direttore generale della BCC di Buonabitacolo Angelo De Luca che ha incontrato il presidente di Federcasse Alessandro Azzi in occasione dell’assemblea degli azionisti di ICCREA Holding, la capogruppo del gruppo bancario ICCREA. Approfittando dell’occasione il direttore De Luca ha avuto modo di intavolare una lunga discussione con il presidente Azzi che rappresenta oltre 400 Banche di Credito cooperativo,nel corso del quale sonostate analizzate le linee guida dell’autoriforma. “Viviamo una fase epocale – ha detto De Luca – la nostra storia di mutualità e vicinanza al territorio, di valori che vanno conservati, vanno difesi e noi questo faremo, fino alla fine”. E’ convinzione del direttore della BCC di Buonabitacolo che inevitabilmente questa riforma andrà ad incidere sulle autonomie. Alessandro Azzi, presidente di Federcasse non nasconde i problemi di una trasformazione così profonda. “La nostra proposta è di una spa, controllata in maggioranza dalle stesse Bcc, che svolge le funzioni di indirizzo e controllo sulle banche cooperative in base ad un contratto di coesione. Un vincolo modulato a seconda della virtuosità delle singole Bcc. Maggiore sarà la meritevolezza e più grande sarà l’autonomia di cui godrà la banca. Ma in caso di bisogno, sarà la capogruppo a reperire risorse sul mercato (e dalle altre Bcc). Naturalmente dovrà essere dotata di leve efficaci per prevenire rischi individuali e sistemici e, all’occorrenza, potrà opporsi alla nomina di uno o più amministratori”.

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