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mercoledì, 25 Maggio, 2022
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    Salernitano, società di raccolta rifiuti fallita: tre indagati per reati fiscali e bancarotta

    Nelle prime ore di questa mattina i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione, su richiesta di questa Procura, ad un’ Ordinanza di Applicazione di Misure Cautelari personali e reali dal G.I.P. presso il Tribunale di Salerno nei confronti di C.G., G.V. e O.R., tutti riconducibili alla società C.I.T.E. – Consorzio Stabile Interprovinciale Trasporti Ecoambientali.

    Le fattispecie di reato contestate, bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte attengono al fallimento della richiamata società consortile a responsabilità limitata, operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani con numerose commesse presso vari comuni delle provincie di Salerno e Caserta.

    In particolare, attraverso l’analisi e l’esame della documentazione contabile e dei bilanci della fallita, nonché all’esito di numerosi riscontri eseguiti presso i soggetti con cui erano stati intrattenuti rapporti commerciali nel corso degli anni, è stata ritenuta, allo stato delle indagini che sono ancora in corso, la consumazione di condotte penalmente rilevanti a carico degli amministratori, succedutisi nel tempo, della fallita.

    Secondo quanto ritenuto dal giudice, in relazione all’ipotesi di bancarotta documentale, gli indagati avrebbero tenuto i libri e le scritture contabili in modo tale da non permettere la ricostruzione del patrimonio della fallita, riportando nell’attivo dello stato patrimoniale numerosi crediti divenuti non più esigibili, omettendo una svalutazione degli stessi e ritardando, contestualmente, l’emersione del dissesto.

    Nello stesso ambito, sarebbero stati eseguiti pagamenti preferenziali a beneficio di creditori non privilegiati, in danno del restante ceto creditorio rappresentato prevalentemente da ex dipendenti e dall’erario, in un periodo in cui era già conclamato lo stato di insolvenza nonché atti fraudolenti, da parte di uno dei tre indagati, finalizzati ad impedire la procedura di riscossione coattiva ad opera dell’Agenzia delle Entrate.

    Con riferimento alla distrazione di beni, le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico — Finanziaria hanno permesso di ipotizzare la sottrazione agli asset sui quali soddisfare le pretese creditorie sette autoarticolati, quattro autovetture (di cui una di lusso) e somme di denaro per un importo complessivo di 754.573,25 euro.

    I provvedimenti cautelari adottati consistono nella misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese per la durata, a carico di C.G, G.V. e O.R., rispettivamente, di 12 mesi, 8 mesi e 6 mesi, nonché in un sequestro preventivo, diretto e nella forma per equivalente, a carico del solo C.G degli automezzi e delle somme di denaro fino a concorrenza della somma di 754.573,25 euro.

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