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venerdì, 2 Dicembre, 2022
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    Sanità. Boom di prestazioni dell’assistenza domiciliare.

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    Il nuovo modello di assistenza domiciliare integrata dell’Asl di Salerno ha registrato nei primi tre mesi di attività del 2015 un incremento sorprendente e superiore alle attese. Infatti, rispetto al primo trimestre del 2014 i pazienti sono raddoppiati passando dai circa 1500 agli oltre 3200. A questi si aggiungono altri pazienti dal primo livello fino alle cure palliative terminali. Un totale di 3.804 pazienti nei primi tre mesi di attività del 2015. L’anno scorso, col vecchio metodo, il dato del primo trimestre si arrestava a 1.812 pazienti. Di conseguenze – fanno sapere i numeri ufficiali dell’Asl che confrontano i dati del primo trimestre 2015 con il primo trimestre 2014– sono incrementati del 40% gli accessi infermieristici mentre i servizi dei fisioterapisti sono addirittura circa 7 volte superiori rispetto al periodo di riferimento dell’anno precedente passando dalle 9500 prestazioni del 2014 alle 62.600 del 2015. Con il nuovo metodo  le liste d’attesa per la riabilitazione domiciliare dei pazienti fratturati o comunque con patologie ortopediche e a pazienti con lesioni neurologiche sono state azzerate. Triplicate le visite specialistiche domiciliari. Un sistema che ha procedure semplici e veloci. Dalla proposta assistenziale  alla sua approvazione il tempo massimo è 12 ore. Gli specialisti da casa del paziente inviano alle Unità Operative Distrettuali responsabili del caso il referto on line» ha dichiarato Angela Annecchiarico, direttore sanitario dell’Asl. “Un’organizzazione e una pianificazione accurata che dopo 18 mesi di studi e riunioni ha portato allo sviluppo di un software direzionale specifico che oggi utilizzano tutti i distretti sanitari aziendali, da Scafati a Sapri e che permette l’intervento degli operatori entro 24-48 ore” – ha affermato il coordinatore dei nuovi servizi Antonio Lucchetti. “Abbiamo realizzato una condizione assistenziale unica in Campania – ha detto soddisfatto il direttore generale Antonio Squillante – Con questo modello stiamo curando a domicilio tuttala non autosufficienza esistente sul territorio, dimostrando che le cure a domicilio possono garantire sia l’alta qualità tecnica che affrontare tutte le problematiche assistenziali”. 

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