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sabato, 10 Dicembre, 2022
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    Sanità e paura da covid, l’analisi dell’ex direttore sanitario Babino

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    Mentre si continuano a diffondere notizie che alimentano la paura da Covid, si parla sempre meno della capacità del servizio sanitario di garantire adeguata assistenza ai malati. È intorno a questa sintesi che ruota il discorso dell’ex direttore sanitario del Luigi Curto Nunzio Babino che sottolinea come, ad oggi, vengono diffuse continue notizie sui casi di contagio alimentando la paura mentre si parla poco della gestione dei servizio sanitario. Sottolineando come, il numero dei positivi, dipende molto dal numero di tamponi che vengono effettuati e che, tra i positivi soltanto il 5% sviluppa la malattia, l’ex direttore sanitario evidenzia anche come, in molti casi, ci si trova di fronte a falsi positivi o falsi negativi, dati che impongono anche una seria riflessione sull’affidabilità dei tamponi.

    “La ricerca ossessiva, di “positivi” – scrive Babino – non aiuta, anzi spaventa e mette “paura”, soprattutto se la conta dei tamponi viene protratta per un intero anno e forse anche oltre”. Serve quindi un cambio di passo in un momento che, l’autore dello scritto, paragona ad una guerra da vincere ma non usando l’arma della paura. Un passaggio fondamentale per sottolineare l’importanza di un servizio sanitario efficiente e capace di garantire le cure per tutte le patologie.

    “Ormai – scrive il Dott. Babino – tutti sappiamo che il numero dei “positivi” cresce con l’aumentare del numero dei tamponi eseguiti. Sappiamo che non sono malati, ma persone come noi.  Da domani, diteci invece se gli ospedali sono stati potenziati e come, con quale nuovo personale e con quali nuove attrezzature. Diteci se la medicina territoriale ed il sistema trasporto infermi sono stati potenziati. Soprattutto diteci se i tantissimi malati affetti da altre patologie, che pure esistono e ce ne siamo dimenticati, trovano facile accesso alle strutture ospedaliere e sono curati con la dovuta tempistica ed attenzione. Per non avere “paura” e “temere” per la nostra salute, vogliamo sapere se gli interventi chirurgici programmati vengono eseguiti normalmente e se le visite ambulatoriali vengono garantite. Abbiamo bisogno di informazioni corrette per non avere la “paura” da Covid”.

    Evidenziando come una guerra non può essere vinta semplicemente bloccando attività commerciali e lavorative, sottolinea come, per vincere contro il covid c’è bisogno di serenità e soprattutto di fiducia nel sistema sanitario nazionale.

    “Sicuramente – dichiara l’ex direttore sanitario – potremo “vincere la guerra” con una informazione seria, avendo consapevolezza che “seminare la paura” indebolisce ed annulla le capacità di contrasto alla malattia. Vogliamo sapere della malattia, della sua capacità di compromettere la salute, della sua effettiva letalità, di come evitare il “contagio”, oltre le mascherine e il distanziamento”. Da qui la richiesta di invertire la rotta, un cambio di passo sulla “strategia della paura” come annunciato dal vice ministro alla Sanità

     

    Anna Maria CAVA

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