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martedì, 6 Dicembre, 2022
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    Sanità, il medico di base è tenuto alle domiciliari ma non esiste valutazione obiettiva

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    E’ obbligato a visite a domicilio il medico di famiglia se il paziente ha difficoltà nella deambulazione o a trasferirsi da casa propria per farsi visitare. Una questione spinosa e atavica che tuttora trova diverse interpretazioni mancando una legge che oggettivamente disciplina il comportamento del dottore in questione.

    Così ancora una volta interviene il Servizio Sanitario Nazionale a districare le maglie del rapporto che sussiste tra paziente e medico. Mentre il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro firmato dal sindacato dei medici insiste sul fatto che non esiste una specifica norma sulle visite a domicilio né una valutazione obiettiva che consenta di lasciare il posto di lavoro o di studio per recarsi dall’ammalato che ne fa esplicita richiesta.

    “Se non sussiste comportamento doloso non può esserci il danno – afferma Luigi Mandia, il direttore sanitario dell’ospedale Luigi Curto di Polla – il medico è tenuto alla domiciliare quando il paziente oggettivamente non può lasciare casa sua ma in altri casi, come ad esempio le calamità naturali o i terremoti, non può configurarsi alcuna ipotesi di reato nei confronti del professionista per non essersi recato a visitare il paziente”. Intanto l’Accordo Collettivo Nazionale stretto dalla categoria dei medici di base attraverso i sindacati consta di un orario di lavoro sul numero dei pazienti e sulle loro necessità, ma tuttavia, non preventiva le domiciliari.

    In sostanza il medico fa da cerniera tra il Servizio Sanitario Nazionale e i pazienti, anche quelli che necessitano e beneficiano di domiciliari, diventando perciò una figura chiave nella erogazione dei servizi della Sanità. Va precisato che è obbligato dall’Accordo Collettivo Nazionale ad almeno 5 giorni di studio. Così mentre sembra ancora lontana la valutazione oggettiva delle domiciliari che, ciclicamente ritorna sui tavoli decisionali, il paziente ancora una volta rivendica i suoi diritti.

    Antonella Citro 

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