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domenica, 4 Dicembre, 2022
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    Sanità. La riforma della legge Fornero porterà fuori dagli ospedali 25mila medici

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    Riformare la Legge Fornero, introducendo la famosa quota 100 come nuovo criterio di pensionamento, con una soglia di 38 anni di contribuzione, creerà seri problemi al Sistema Sanitario Nazionale. A dirlo è il sindacato dei medici Anaao Assomed. Sembra che l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, porterà fuori dagli ospedali in pochi anni circa 70 mila dottori.  

    Il sindacato dei medici, nella sua analisi, sostiene che “non basteranno i neo specialisti a coprire i posti che resteranno vacanti. Non solo non basteranno i giovani a sostituire i medici che appenderanno il camice al chiodo, ma soprattutto è a rischio la qualità generale del sistema, perché i processi previdenziali sarebbero così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica trattandosi di conoscenze e di capacità tecniche che richiedono tempo e una lunga osmosi tra generazioni professionali diverse”.

    Arriva quindi l’appello al governo. “È necessario aprire una grande stagione di assunzioni in sanità – sollecita Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaao Assomed – eliminando l’anacronistico blocco della spesa per il personale ma, soprattutto, bisogna dare una risposta al disagio oramai insopportabile che pervade tutte le strutture sanitarie pubbliche e che induce alla fuga verso il pensionamento, considerato come un “fine pena”, o verso la sanità privata, alla ricerca di posti di lavoro più remunerativi e meno logoranti. Tempi di lavoro, adeguata remunerazione del disagio, valorizzazione dell’esclusività di rapporto e nuovi modelli di carriera dei professionisti sono i temi sul tappeto. La loro soluzione esige un investimento di risorse eccezionale, almeno pari ai risparmi sul costo del lavoro che Regioni e Governi hanno realizzato nell’ultimo decennio. È – conclude Carlo Palermo – l’ultima chiamata per salvare il SSN dalla sua estinzione”.

    Rosa ROMANO

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