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sabato, 10 Dicembre, 2022
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    Sanita’, rapporto Censis: 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

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    11 milioni di italiani decidono di rinunciare alla cure sanitarie e aumentano le prestazioni a pagamento. Questo è il risultato dell’analisi effettuata dal censis e presentato nella giornata di ieri a Roma in occasione del Welfare Day. Un rapporto non proprio positivo per quanto riguarda gli italiani e la sanità che evidenzia come, sempre più spesso e chi può permetterselo, preferisce ricorrere a strutture private o, in alternativa, si rivolge al servizio intramoenia, quindi alle prestazioni dei medici erogate fuori dal normale orario di lavoro utilizzando strutture ambulatoriali dell’ospedale. I dati esposti parlano chiaro: “La sanità negata aumenta ancora. Erano 9 milioni nel 2012, sono diventati 11 milioni nel 2016 (2 milioni in più) gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie nell’ultimo anno a causa di difficoltà economiche, non riuscendo a pagare di tasca propria le prestazioni. Al cambiamento «meno sanità pubblica, più sanità privata» si aggiunge il fenomeno della sanità negata: «niente sanità senza soldi». Un problema che va a toccare principalmente le fasce più deboli con  2,4 milioni di anziani e 2,2 milioni della generazione Y cioè i giovani nati tra la fine degli anni 80 e i primi dieci anni del 21esimo secolo. Aumenta intanto la spesa per il ricorso alla sanità privata che è arrivata a toccare i 34,5 miliardi di euro alla sanità intramoenia. Un aumento dovuto probabilmente anche per questione di praticità. E’ chiaro quindi che il servizio sanitario nazionale ha perso la fiducia del cittadino provocando però anche un aggravio di spesa in un contesto economico già complicato. Un aggravio di spesa che ancora una volta penalizza proprio la persone che ha maggiori difficoltà economiche. Curarsi, infatti, visto l’aumento del ricorso alla sanità privata, è diventato un lusso a cui può accedere chi può permetterselo. Ad aggravare il settore della sanità pubblica, sempre secondo quanto riferito nel rapporto Censis, sembra sia la prescrizioni di esami che in molti casi risultano inutili. Il rapporto, infatti, parla di 5,4 milioni di persone che nell’ultimo anno, hanno ricevuto prescrizioni di farmaci, visite e accertamenti diagnostici che poi si sono rivelati inutili, anche se non è stato ben specificato il motivo per il quale sono stati ritenuti inutili tali esami. Per il Censis ricorrere alla sanità integrativa spingendo, chi può permetterselo, a sottoscrivere polizze sanitarie, potrebbe essere una soluzione visto che attraverso al Sanità integrativa si potrebbero acquisire maggiori prestazioni ottenendo peraltro anche un notevole risparmio economico. “Tra gli aderenti alla sanità integrativa,- si legge nel rapporto presentato a Roma –  il 30,7% ha aderito perché spendeva troppo di tasca propria e ora risparmia, e il 25% perché la copertura è estendibile a tutta la famiglia”.

     

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