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martedì, 4 Ottobre, 2022
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    Sanità. Triage al pronto soccorso, via i colori ecco i numeri.

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    Cambia il “triage”, cioè l’assegnazione del grado di priorità ai pazienti che approdano in ospedale. Non ci saranno più i codici colore (bianco, verde, giallo e rosso) ma il documento di revisione delle linee guida sul triage intraospedaliero sul tavolo del ministero terrà conto di diversi aspetti: i nuovi bisogni assistenziali, l’invecchiamento della popolazione, i tempi d’attesa infiniti e diversi da regione a regione e tra un’azienda sanitaria e l’altra, le difficoltà di gestire il sovraffollamento nelle sale d’attesa, la possibilità di dirottare i pazienti meno gravi sul territorio. Le nuove linee guida – come rivelato in anteprima da “Il Sole 24 Ore” – in attesa del sì della conferenza stato-regioni prevede che al paziente venga assegnato nel giro di 5 minuti da infermieri “esperti” nel triage – che cioè avranno seguito una formazione specifica – un codice numerico di priorità, da 1 a 5 su una scala decrescente. Il codice “1” riservato alle emergenze, per i casi di interruzione o compromissione di una o più funzioni vitali; il “2” per le urgenze, quando cioè si constata un rischio di compromissione delle funzioni vitali ma la condizione del paziente è stabile pur se con rischio evolutivo o dolore severo; il “3” riservato alle urgenze differibili, dove le condizioni sono stabili ma servono prestazioni complesse; il “4”, urgenza minore, che richiede prestazioni diagnostico-terapeutiche semplici mono-specialistiche. Infine, ci sono le “non urgenze”, che corrispondono agli attuali codici bianchi e che sono “smaltibili” entro un massimo di 4 ore. Le nuove linee guida entrano anche nel dettaglio della tempistica. Le urgenze non potranno aspettare più di 15 minuti, mentre i codici 3 e 4 andranno trattati entro un massimo di due ore. Tra le novità c’è anche la rivalutazione dell’utente in sala d’attesa: una modifica nelle sue condizioni comporterà l’aggiornamento del triage. La vera novità saranno gli infermieri dedicati in via esclusiva alla funzione di rivalutazione e sorveglianza. Importante sarà la formazione: diventerà infermiere di triage chi avrà già lavorato in pronto soccorso per almeno 6 mesi e solo dopo un corso teorico di almeno 16 ore e un periodo di affiancamento di almeno 36 ore con un tutor esperto. Poi, c’è l’aggiornamento continuo e la frequenza di corsi specifici, come quelli sul soccorso pediatrico per chi tratterà le urgenze nei bambini, per cui sono previste attenzioni particolari come il trattamento del dolore pediatrico. Sono queste le condizioni per ufficializzare anche modelli fino a oggi solo sperimentati a livello locale: l’infermiere esperto valuta, in autonomia, l’appropriatezza dell’accesso e avvia tutte le procedure previste dai protocolli di presa in carico, fino alle dimissioni

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