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venerdì, 21 Gennaio, 2022
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    Sanza, Marunnari e Pellegrinaggio scelti come Elementi Culturali Immateriali della Campania

    Il pellegrinaggio dei “marunnari” al Santuario della Madonna della Neve, sulla sommità del Monte Cervati a Sanza, è stato inserito tra gli Elementi Culturali Immateriali Campani. La Regione Campania ha dunque riconosciuto la particolarità e l’esclusività di una delle manifestazioni più importanti della religiosità popolare campana. Nell’aggiornamento dell’Inventario IPIC per l’anno 2020 degli Elementi Culturali Immateriali Campani, la candidatura della tradizione dei “Marunnari” del Cervati è risultata prima tra le 20 candidature riconosciute. Nel pellegrinaggio si rintraccia la presenza di riti ascrivibili a culture pre-cristiane.

    C’è l’offerta di Cente, barche votive realizzate con candele e decorate con fiori e grano, portate in omaggio alla Vergine prevalentemente da donne scalze, ad evocare le offerte di navicelle rinvenute in scavi protostorici e le statuette di offerenti del mondo greco. Spicca la corsa, eco lontana di un “kòmmos” dionisiaco. Permane il cibo condiviso, invariante dei riti della “religio delle comunità del Mare Nostrum”. Richiama i lineamenti bizantini la Madonna della Grotta o della Neve del Cervati a Sanza. Nel santuario, tra il 26 luglio e il 5 agosto di ogni anno, viene ospitata la cinquecentesca statua lignea della Madonna con Bambino che, a differenza dell’altra conservata nella grotta poco distante, viene trasportata a spalla da devoti del paese di Sanza.

    I “marunnari”, in una sfida contro il tempo e contro la fatica, si inerpicano verso la vetta del Cervati, dandosi il cambio in modo sincronizzato ed armonico, in un rituale che si inserisce a pieno titolo nel rapporto antropologico che la comunità ha stabilito nei secoli tra giovani ed anziani, tra vecchie e nuove generazioni. Un rituale che poi si ripete, la notte tra il 4 ed il 5 agosto, ridiscendendo la Sacra vergine in paese. Per affrontare in luglio ed agosto la scalata al monte Cervati, è tradizione farsi cucire e ricamare un panno di lino con le effigia sacre della Vergine.Le nonne la ricamano per i nipoti che indosseranno la “tovaglia” in spalla per asciugare il sudore, da marunnari. Un rito che dunque ora riceve un importante riconoscimento.

    “Un’immensa soddisfazione – ha commentato il sindaco di Sanza Vittorio Esposito – , il riconoscimento ulteriore di un grande percorso di valorizzazione messo in campo dall’amministrazione comunale”.

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