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lunedì, 26 Settembre, 2022
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    Sapri, condizioni igienico sanitarie degradanti: ordinanza di sgombero per un’anziana

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    Una donna di 84 anni viveva a Sapri in condizioni disumane. L’intervento dei carabinieri insieme ai sanitari è stato importante per restituire alla donna la dignità. Nel pomeriggio di ieri i militari della stazione carabinieri di Sapri guidati dal maresciallo Pietro Marino insieme alla Polizia Municipale, ai vigili del fuoco e agli assistenti sanitari, hanno fatto irruzione in un’abitazione di Via San Giovanni a Sapri dando seguito ad un’ordinanza sindacale di carattere contingibile e urgente, emessa a seguito accertamento sulla casa che aveva certificato la sussistenza di condizioni igienico sanitarie assolutamente rischiose.

    A seguito sopralluoghi nella casa da parte di un assistente sociale recatosi per verificare le condizioni in cui viveva l’anziana donna, era stato segnalato come l’appartamento versava di assoluto degrado. Il personale, infatti, aveva appurato la presenza di escrementi e liquami, nell’androne della casa e sulle scale e condizioni generali decisamente critiche dell’abitazione da cui proveniva, peraltro, un odore nauseabondo.

    Una situazione decisamente drammatica e assolutamente indegna in cui viveva la povera donna, in condizioni di assoluta solitudine e abbandono. Da qui il provvedimento a firma del sindaco Antonio Gentile, ordinando l’immediato sgombero della palazzina e la successiva pulizia e igienizzazione dell’abitato, partendo dall’androne e dell’intero appartamento.

    La donna, insegnante in pensione, dopo un’iniziale reticenza, ha consentito alle forze dell’ordine di entrare in casa, lasciandosi anche accompagnare presso il vicino ospedale dove attualmente e ricoverata e affidata alle amorevoli cure dei sanitari che la stanno accudendo impegnati a restituirle la meritata dignità.

    Un dramma della solitudine che ha visto protagonista una dolce anziana incapace, purtroppo di prendersi cura di se e abbandonata a se stessa.Un dramma a cui l’ordinanza sindacale ha posto fine ma che, contestualmente, apre a serie riflessioni e ad una necessaria presa di coscienza  

    Anna Maria CAVA

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