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domenica, 3 Luglio, 2022
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    Sciopero scuola, docenti valdianesi contro il decreto. La referente Rsu Cisl Scuola Mega spiega le ragioni

    Anche nel Vallo di Diano diversi docenti oggi hanno aderito alla sciopero proposto dalle sigle sindacali per manifestare contro il Decreto Legge in fase di esame da parte delle Camere, che vuole riformare le modalità di accesso ai concorsi per l’immissione a ruolo nelle scuole italiane.

    Questa mattina a Roma diversi esponenti sindacali sono scesi in piazza per chiedere una revisione del Decreto Legge 36 del 30 aprile 2022 che, tra i vari temi, propone anche una revisione del mondo della scuola prevedendo la necessità di seguire corsi di formazione ed ottenere crediti formativi in numero sufficiente per poter accedere ai concorsi oltre che un anno di prova prima di veder ufficializzata l’immissione a ruolo per i docenti.

    La referente delle RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) della CISL Scuola Rosa Mega, spiega quali sono le ragioni che hanno spinto le sigle sindacali ad indire lo sciopero per chiedere una revisione della proposta. “Il varo del decreto – spiega Mega e la CISL – avvenuto in concomitanza con l’avvio della trattativa all’Aran sul rinnovo del contratto scaduto ormai da 3 anni, suona come una beffarda provocazione rispetto alla quale la proclamazione dello sciopero è stata una risposta immediata e inevitabile”.

    Ricordando il sacrificio chiesto ed ottenuto dal mondo della scuola in questi anni di pandemia per garantire il diritto allo studio, viene sottolineato come lo sciopero indetto per oggi rappresenta un diritto, da parte del personale scolastico, per vedere affermato il diritto ad un rinnovo dignitoso del contratto “ma anche – si legge nella nota – per dire NO a interventi fatti per legge su materie come la formazione in servizio ed il trattamento economico di diretto impatto sul rapporto di lavoro e quindi da disciplinare in via negoziale”.

    Dai sindacati arrivano le richieste al Governo che prevedono di dare stabilità al lavoro e rafforzare gli organici invece di stralciarli, riconoscere la professionalità di chi lavora nel mondo della scuola come risorsa fondamentale, rivalutare nel nuovo contratto le retribuzioni di tutti i profili professionale e stralciare dal decreto del Governo tutte le disposizioni che invadono il campo della contrattazione. “Siamo sempre stati sostenitori e protagonisti di un modello di relazioni sindacali centrato sul confronto, sul dialogo e il negoziato si legge nella nota a firma di Rosa Mega – non possiamo e non vogliamo rinunciare a questi elementi che rendono il mondo della scuola inclusivo e non elitario”.

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