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lunedì, 23 Maggio, 2022
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    Scuola. Nuovo anno vecchi problemi: dalle strutture fatiscenti all’abbandono

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    Ieri la prima campanella per l’anno scolastico 2015-16. Un nuovo anno per la scuola italiana che ha visto, dal punto di vista didatti, l’assunzione di circa 40 mila docenti precari (anche se questo sembra non bastare ai sindacati che hanno annunciato agitazione per inizio ottobre) ma porta con se tanti problemi legati principalmente ad due temi: l’edilizia scolastica e l’abbandono della frequenza scolastica. La scuola dovrebbe essere un’ambiente sicuro. Questo non si può dire per diversi istituti della provincia che sono costretti a fare i conti con problemi sulle strutture degli edifici che ospitano i plessi scolastici tra cadute di calcinacci e crolli vari. Le situazioni più gravi riguardano Cava de’ Tirrenti dove mancano i finanziamenti per completare i lavori del geometra Vanvitelli. A Contursi Terme, in particolare al “Corbino” dove i lavori per la realizzazione di di cinque edifici con 30 aule didattiche e sei laboratori oltre agli uffici e a un auditorium è stato avviato nel 2012 ma dopo un anno è stato bloccato a causa del patto di stabilità. Infine a Mercato San Severino dove sempre nel 2012 è stato avviato un cantiere ma bloccato dopo un solo anno. Situazioni eclatanti che producono tanti disagi ma ci sono tanti piccoli problemi in ogni scuola della provincia. Altro problema, quest’anno ancora più evidenziabile, è l’abbandono scolastico. Infatti, oltre al crollo delle iscrizioni, quest’anno è stato registrato un alto tasso di abbandono. In particolare la fuga dai banchi riguarda gli studenti delle scuole superiori nel passaggio dal terzo al quarto anno. Infatti in tutta la provincia non sono pervenuti 768 studenti. Un dato preoccupante che nessuno si aspettava. Secondo i numeri fortini gli studenti che ieri hanno avviato il quarto anno sono 11.220, tra di loro ne mancano 768. Tra questi c’è da considerare il 15% trasferitosi nelle paritarie e circa 150 rimasti in terza. In definitiva sono circa 500 gli studenti che hanno abbandonato la scuola. Un dato che deve far riflettere sulla necessità di dare inizio a strategie per contrastare questo fenomeno. La scuola, in sostanza, deve ritornare a coinvolgere ed avvicinare i giovani invece di allontanare o peggio ancora disperdere il patrimonio degli alunni. 

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