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sabato, 26 Novembre, 2022
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    Sindacati e Comitato CURO uniscono le proposte per la riorganizzazione del sanità

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    Un documento unitario di 12 pagine da inviare ai referenti istituzioni del Territorio e della Regione Campania è stato siglato dalla CGIL, CISL, FIALS, UILFPL e il Comitato C.U.R.O. Un documento che unifica le rispettive proposte di riorganizzazione delle strutture sanitarie del Vallo di Diano. Nel primo punto “Progetto di potenziamento e riorganizzazione delle strutture sanitarie del Vallo di Diano” si richiede “l’assegnazione urgente e indifferibile di almeno 15 Dirigenti Medici e la conferma dell’attuale assetto dell’UU.OO. afferenti all’emergenza-urgenza presenti nel P.O. di Polla al fine di dare certezza e continuità ai bisogni di salute della popolazione del Vallo di Diano”. Inoltre si sottolinea la necessità di “integrare la rete ospedaliera con la rete di emergenza territoriale riorganizzando sia le postazioni del 118, sia informatizzandole, sia potenziando i collegamenti degli ospedali tra loro e di questi con il territorio. E’ indispensabile, inoltre, sollecitare e favorire l’integrazione funzionale e la valorizzazione professionale del personale della rete territoriale con quella ospedaliera garantendo appropriatezza e continuità assistenziale”. Il documento definisce “un’offesa al territorio” la soppressione del punto nascita mentre “inaccettabile e punitivo per il Vallo di Diano” il declassamento del Centro Trasfusionale in Centro Raccolta Sangue pertanto si auspica nel caso del Punto Nascita alla luce dei numeri di Polla, rispetto a quelli di Sapri e Vallo della Lucania, “l’applicazione delle deroga”, nel caso del Centro Trasfusionale “che nella futura riorganizzazione dei Centri Trasfusionali Regionali  vi sia  la conferma del Centro Trasfusionale autonomo di Polla”. Altro punto importante è l’assenza di risposte assistenziali e terapeutiche nelle strutture sanitarie del Vallo di Diano per i malati di tumore che sono costretti a migrare. Va colmata l’assenza di un oncologo nel P.O. di Polla anche alla luce dei numeri che parlano come “negli ultimi dieci anni la seconda causa di ricovero e di morte è costituita dalle neoplasie”. Il secondo punto del documento attiene alla “Proposta di riorganizzazione assistenza sanitaria provincia di Salerno” che presuppone l’identificazione di tre macro aree di riferimento: l’area del Agro Nocerino Sarnese a Nord; l’area dell’Alto e Basso Cilento e del Saprese a Sud; l’Area Sele Vallo di Diano nella zona interna a sud di Salerno. Quest’ultima area “comprenderebbe – si legge nel documento – sotto un unico coordinamento gli Ospedali di Battipaglia, Eboli, Oliveto Citra e Polla per costituire un DEA di I Livello in rete orizzontale tale da consentire di mantenere e specializzare le risorse umane e tecnologiche esistenti, nonché di mirare gli investimenti futuri”. Un modello che garantirebbe “l’accesso a servizi qualificati nel Presidio Ospedaliero più vicino con sede di Pronto Soccorso per interventi di accettazione in emergenza-urgenza e per patologie di maggiore complessità (Spoke) trasferendo, successivamente, il paziente in regime di continuità assistenziale al Dea di II° livello(HUB) per livelli superiori di cura, evitando da un lato di intasare le strutture ad alta intensità, dall’altro qualificando i servizi e riorganizzando la rete dell’emergenza in modo più efficiente, con riduzione contestuale della  mobilità passiva extraregionale che dall’area a Sud di Salerno ed in particolare dal Vallo di Diano muove verso la Regione Basilicata una cifra superiore ai 13 milioni di euro l’anno”. Il terzo punto riguarda la “Riconversione dell’Ospedale di Sant’Arsenio” che andrebbe riconvertito in Unità Operativa di Riabilitazione “carenti nella provincia di Salerno, in grado di ospitare pazienti in corso di processo riabilitativo vero e proprio, che non necessitano più di trattamenti intensivi, ma di prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative di moderata intensità”. Una struttura in cui servizi di Riabilitazione si posso affiancare – si legge nel documento – altre strutture come una “struttura polifunzionale per la salute”, un centro oncologico in coordinamento con l’Hospice, l’unità Ospedaliera di Psichiatria (già funzionante) e urgenze psichiatiche, mantenimento ed il potenziamento territoriale dei servizi come Laboratorio di Analisi (Già Presente) e Radiologia (attrezzato); come ambulatori per la cura di malattie a forte impatto sociale come esempio il Parkinson. Nelle conclusioni finali si sottolinea come in “In Campania il sistema sanitario regionale è fortemente squilibrato nella qualità dell’offerta sanitaria tra territorio e ospedale. I tagli lineari e indiscriminati succedutisi in Campania nel corso di questi anni hanno determinato una crisi assistenziale e occupazionale senza precedenti producendo una riduzione molto pesante di personale medico. Pertanto le proposte sviluppate in questo documento hanno come obiettivi primari la riorganizzazione e la riqualificazione delle Strutture Sanitarie a Sud di Salerno ridefinendone la Mission a partire da quelle situate nel Vallo di Diano”.

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