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sabato, 3 Dicembre, 2022
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    Strutture sanitarie pubbliche e accreditate: arriva un contributo contro il caro bollette

    Le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, rischiano di chiudere per il caro bollette. È stato quindi previsto un incremento di finanziamento del fondo sanitario 2022 da ripartire tra le Regioni.

    Il rincaro dei costi energetici sta impattando sui bilanci delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, minando la stessa continuità assistenziale. I diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto alla salute, rischiano di essere messi in secondo piano.

    I costi per l’approvvigionamento del gas e di energia elettrica di tali strutture sono raddoppiati e quelle dotate di “apparecchiature energivore” (TAC, Risonanze Magnetiche, PET), l’impennata di tali costi sta minando l’equilibrio di bilancio. Le strutture sanitarie, a differenza di quelle operanti in altri settori, non possono detrarre l’IVA che così diviene un costo superiore. È un settore, quello sanitario, in cui è impensabile immaginare una riduzione delle prestazioni erogate nelle strutture ospedaliere o di ricovero e cura.

    Non solo il caro bollette, c’è anche il perdurare degli effetti della pandemia.

    Il Decreto Aiuti-ter (n. 144 del 2022) ha previsto un incremento di finanziamento del fondo sanitario 2022 di 1,4 mld di euro, la ripartizione tra le Regioni avverrà in base ai criteri di riparto del F.S.N. con un Decreto Interministeriale (Salute e MEF) e previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Alla Campania dovrebbe spettare una somma che oscilla tra 126 e 130 mln di euro.  Tali risorse “integrative” saranno destinate sia alle strutture pubbliche che a quelle private accreditate ed è stabilito che le Regioni potranno riconoscere alle strutture private accreditate un “contributo una tantum” pari allo 0,8% del tetto di spesa assegnato per l’anno 2022.

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