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venerdì, 7 Ottobre, 2022
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    Teggiano, don Aniello Manganiello ospite dell’istituto Pomponio Leto per il Progetto di Educazione alla legalità

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    Il progetto dedicato alla legalità e alla diffusione tra gli studenti dei temi inerenti il rispetto delle regole e la repressione dei reati, è tornato questa mattina tra i banchi di scuola dell’Istituto Pomponio Leto di Teggiano. Grazie al contributo della Banca Monte Pruno che sostiene il progetto su cui il direttore generale Michele Albanese ha deciso di puntare a sostegno delle giovani generazioni ma anche per diffondere tra loro il concetto del rispetto delle regole e nel contempo del contrasto ai reati, per il secondo anno consecutivo, le attività scolastiche sono state ampliate con incontri formativi e di sensibilizzazione nell’ambito del progetto di educazione alla Legalità Sicurezza e Giustizia Sociale coordinato dal Dott. Sante Massimo La Monaca, giudice onorario presso il Tribunale di Sorveglianza di Salerno. Un percorso avviato lo scorso anno proprio dall’Istituto d’Istruzione Superiore Pomponio Leto di Teggiano e poi allargato ad altri plessi scolastici, con il quale si è cercato di diffondere tra i ragazzi l’importanza di essere partecipi, anche con gesti che apparentemente possono sembrare insignificanti, alla diffusione della legalità e del rispetto delle regole. Gli incontri sono sempre stati caratterizzati di ospiti che, interagendo con gli studenti, hanno presentato le proprie esperienze di vita e di condivisione. Nella biblioteca dell’istituto di Teggiano questa mattina gli studenti hanno avuto modo di conoscere e approcciarsi alla realtà di Scampia, attraverso il racconto e l’esperienza di Don Aniello Manganiello, parroco della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza di Scampia da anni impegnato proprio a fianco della sua comunità per il contrasto della illegalità, fondatore dell’associazione per la Legalità “Ultimi”. Don Aniello ha parlato proprio di quella che è la realtà di Scampia, presentando un quadro che va al di là dei comuni saperi. Un’area, come ha spiegato ai ragazzi Don Aniello, che seppur difficile è comunque ricca di persone che hanno volontà e che sono impegnate in prima persona nel contrastare i reati, con un gran numero di associazioni costituitesi e che raccolgono in primis i giovani, tra i primi impegnati nel lotta alla criminalità. Ed è proprio su questa base che è stato fondato l’incontro. Partendo dal messaggio di essere uniti verso la diffusione del rispetto delle regole, come principio base del vivere di ognuno, anche il direttore Albanese, presente questa mattina all’incontro con i ragazzi, ha voluto far comprendere loro come il contributo che ciascuno di loro riesce a dare diventa fondamentale per lo sviluppo di una società futura salubre 

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