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lunedì, 5 Dicembre, 2022
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    Trasferimento del Distretto Sanitario 72, le motivazioni del Direttore Lucchetti nella nota del 28 Febbraio

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    Sembra una congiura contro l’amministrazione comunale di Sala Consilina guidata dal Sindaco Gaetano Ferrari. Dopo la chiusura del Tribunale accorpato a Lagonegro, ora anche la sede amministrativa del Distretto Sanitario lascia Sala Consilina, come disposto dal direttore sanitario Antonio Lucchetti. La differenza tra i due casi che si sono succeduti a distanza di pochi mesi però sembra abissale. Infatti, mentre le responsabilità per la soppressione del foro di giustizia salese potrebbe ricadere su diversi soggetti, la perdita degli uffici amministrativi del distretto, sembra vada addebitata solo ad una pessima gestione dell’amministrazione comunale, almeno da quanto si evince nelle diverse note a firma del direttore Lucchetti, di cui una in particolare merita attenzione. Nella comunicazione datata 28 febbraio 2014, la direzione del distretto sanitario 72, rivolgendosi al Sindaco di Sala Consilina, sottolinea diverse mancanze che hanno portato alla decisione finale del trasferimento a Sant’Arsenio. Partendo dal mese di giugno del 2013, in cui l’amministrazione comunale si impegnava ad accollarsi il pagamento del fitto della sede oltre ad eventuali penali previste per la disdetta del fitto da parte dell’ASL di Salerno. Su questo va evidenziato come da circa 2 anni il Comune di Sala Consilina si era impegnato con l’ASL a mettere a disposizione nuovi locali di proprietà comunale, cosa mai avvenuta, nonostante un nuovo impegno assunto in tal senso anche nello stesso mese di giugno 2013. Il 7 ottobre 2013 la giunta comunale salese delibera di concedere a titolo gratuito i locali dell’ex Palazzo di Giustizia di Sala Consilina, rimasti inutilizzati a seguito dell’accorpamento a Lagonegro, per trasferire gli uffici. Altro atto non concretizzatosi, anche perché la struttura dell’ex Tribunale sembra sia di proprietà del Ministero della Giustizia. Con una nota datata dicembre 2013, intanto, la direzione del distretto sanitario invitava l’amministrazione comunale a procedere sollecitamente al pagamento dei canoni arretrati e a stipulare il contratto di fitto dell’attuale sede da concedere in uso gratuito al Distretto Sanitario. In risposta l’amministrazione salese delibera per la concessione di 45 mila euro all’ASL per far fronte al canone di locazione. Peccato che la cifra stanziata risulti, secondo quanto riferito da Antonio Lucchetti, di molto inferiore alla spesa sostenuta dall’ASL di Salerno quantificabile in ben 76 mila euro. Inoltre, nonostante varie sollecitazione dalla direzione del distretto e promesse da parte del Sindaco di Sala Consilina, il comune ha continuato a non instaurare il rapporto contrattuale di fitto con i proprietari dell’immobile in cui ha attualmente sede il distretto. Intanto a gennaio, con decisione del Tribunale di Lagonegro, arriva lo sfratto per l’ASL che è chiamato ad abbandonare i locali della sede di Sala Consilina per finita locazione, senza considerare la citazione per morosità, non essendo stati versati i canoni di locazione come da contratto. In sintesi la relazione di Lucchetti evidenzia come la decisione della direzione sanitaria sarebbe una conseguenza prevedibile di un lungo periodo di richieste da parte dell’ASL di Salerno e promesse non mantenute da parte del Comune di Sala Consilina, in decisa controtendenza rispetto alla legge regionale che prevedeva la dismissione per il servizio sanitario di tutti i fitti passivi e l’allocazione in stabili di proprietà delle aziende sanitarie

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