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domenica, 3 Luglio, 2022
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    Tribunale di Lagonegro, assembramenti inevitabili. Troppi avvocati in spazi angusti

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    Mentre dal Governo arrivano le così dette raccomandazioni a non ospitare nelle proprie abitazioni più di 6 persone impedendo così a famiglie e parenti di riunirsi, nei luoghi pubblici non esistono limiti. È il caso del tribunale di Lagonegro che, ormai da settimane, fa registrare un sovraffolamento di avvocati nei corridoi in particolare nei giorni del mercoledì e giovedì. Forte preoccupazione ieri a Lagonegro per gli avvocati che si sono lamentati per i capannelli che si formavano in spazi decisamente angusti visto il gran numero di operatori della giustizia che frequentano i luoghi.

    “Mantenere il distanziamento all’interno del presidio di giustizia lagonegrese – commenta l’Avvocato Elisabetta Giordano – non è possibile. Le aule ed i luoghi destinati alle attività di avvocati e magistrati sono troppo piccoli per poter assicurare il rispetto delle norma di distanziamento sociale”.

    Insomma,è paradossale quanto accade in Italia dove lo Stato, per ridurre il rischio contagio impedisce a parenti e familiari di riunirsi nelle proprie case in numero superiore a 6 mentre resta indifferente e immobile davanti a casi di assembramenti tra estranei nei luoghi di lavoro pubblici sottoponendo a continuo rischio contagi chi, per motivi di lavoro, è costretto a frequentare luoghi pubblici come il Tribunale di Lagonegro che continua a rivelarsi troppo piccolo per la mole di lavoro che deve sostenere.

    Un luogo in cui gli avvocati,  provenienti da ogni parte e operanti nei territori di due distinte regioni, Campania e Basilica, con norme e regolamenti anti covid non sempre comuni, devono necessariamente condividere spazi stretti e poco arieggiati, in barba alle più basilari norme igienico-sanitarie imposte per ridurre i rischi di contagio. Una situazione che sottopone tutti gli avvocati a frequenti rischi contagio. Eppure l’avvocato Elisabetta Giordano, già dalla scorsa primavera aveva chiesto di intervenire e di individuare idonee soluzioni per evitare la presenza di troppe persone all’interno del tribunale, ipotizzando anche la riapertura come sede distaccata del tribunale di Sala Consilina, quindi nel Vallo di Diano da dove provengono il maggior numero di avvocati e la cui struttura è decisamente più ampia e dotata di spazi facilmente arieggiabili essendo dotati di ampi finestroni.

    “La pandemia – sottolinea l’avvocato Giordano – dimostra l’insostenibilità dell’accorpamento e perciò si rende quando mai necessario e urgente ripristinare il Tribunale di Sala Consilina e perciò chiediamo ai sindaci ai consiglieri regionali al presidente della regione, al ministro di intervenire immediatamente”. Gli assembramenti sono inevitabili soprattutto nei giorni del martedì, mercoledì e giovedì con l’impossibilità a rispettare la distanza di sicurezza con grave rischio per quanti, per ragioni diverse, operano all’interno della struttura. Duro, a tal proposito il commento dell’avvocato Angelo Paladino. “Si continuano a tenere udienze affollate nonostante l’aumento dei contagi. Come stanno le cose questo tribunale va chiuso per tutelare la incolumità di tutti”.

    Anna Maria CAVA

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