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Nuove misure in Campania per sostenere il settore turistico che sta attraversando un momento difficile. Sono in arrivo infatti circa 24 milioni di euro ( 23.867.000) destinati alle imprese del settore, in integrazione al Piano per l'emergenza socio-economica realizzato dalla Giunta Regionale. La misura consiste in un Bonus una tantum a fondo perduto, che va da 2.000 a 7.000 euro a seconda del tipo di attività svolta.

Il bonus non è cumulabile con quello già concesso dal Piano Socio Economico. Potranno beneficiare del contributo le attività alberghiere e quelle extralberghiere svolte in forma d'impresa, villaggi turistici e aree campeggio, agenzie di viaggi, tour operator, guide e accompagnatori turistici, stabilimenti balneari, gestori di parchi divertimento, attività legate al noleggio di strutture per manifestazioni e spettacoli come impianti luce e audio senza operatore, palchi, stand e addobbi luminosi, attività di fabbricazione e commercio di articoli pirotecnici, ludoteche e attività fotografiche. Il contributo una tantum sarà erogato sulla base di una apposita istanza presentata dal rappresentante legale dell'impresa sulla piattaforma dedicata.

“Il comparto turistico – ha affermato l'assessore regionale Corrado Matera - sta vivendo un momento difficile e necessita di essere sostenuto. Sono certo che in poco tempo riconquisteremo gli straordinari numeri registrati negli scorsi anni in termini di presenze”. 

Antonella D'ALTO

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“La grande emergenza sanitaria che abbiamo vissuto ci ha messo di fronte alle nostre responsabilità ambientali, sociali, educative ed economiche”. Lo ha affermato il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Padre Antonio De Luca, che facendo una riflessione sulla parziale uscita dall’emergenza e sul ritorno alla normalità, ha evidenziato che il contagio e la diffusione del virus hanno mostrato “che la famiglia umana è sottoposta ad una insidiosa minaccia che riguarda il futuro e la sopravvivenza della vita sulla terra”.

Sull’attesa del vaccino, Padre Antonio ha ricordato che “esistono altre urgenze che richiamano l’attenzione all’impegno per la giustizia, l’accoglienza e l’integrazione dei soggetti fragili e vulnerabili della società. Possiamo metterci sulla via del superamento della crisi sanitaria – ha affermato -  non con l’intento di rifare le cose come prima, ma recuperando la gioia del servizio, nell’educazione, nella sanità, nella tutela degli anziani, dei giovani e del lavoro”. Infine Padre Antonio ha fatto anche il punto sulla ripresa delle attività ecclesiastiche e della celebrazione dei sacramenti in tempo di emergenza sanitaria.

Antonella D'ALTO

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Per la fase post emergenza covid il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni ha varato una serie di misure per il rilancio del tessuto economico, sociale e culturale dell'Area protetta.

Inizia oggi la fase operativa con gli atti pubblicati in giornata. E non a caso l'Ente ha scelto di dare corso a questa importante fase iniziando dal mondo della Scuola.

Due le manifestazioni di interesse.

Una è indirizzata agli Istituti scolastici per promuovere una nuova fase di attività didattica finalizzata all’educazione ambientale e all’approfondimento della conoscenza del patrimonio naturalistico del territorio nelle giovani generazioni: con un contributo di 2mila euro saranno  incentivati i progetti di didattica che svilupperanno tali temi secondo l’approccio della didattica all’aperto da realizzarsi nei luoghi più rappresentativi dell’Area Protetta.

Una seconda manifestazione di interesse è indirizzata alle imprese di autonoleggio con conducente, che a fronte di un contributo di mille euro, siano interessate a fornire il servizio di autotrasporto per l’anno scolastico 2020/2021 agli studenti degli Istituti scolastici locali per la didattica all’aperto e, più in generale, per il turismo scolastico verso i siti più rappresentativi del territorio e/o verso il Polo Museale di Vallo della Lucania e altre strutture museali o Centri Visita di proprietà dell’Ente Parco.

“Nella fase attuale di post emergenza Covid-19 - dichiara il presidente Tommaso Pellegrino - il Parco è vicino alla comunità e alle aziende che vivono un particolare momento di sofferenza: cercheremo di fare la nostra parte determinante per il rilancio dell’economia, dell’attività sociale e culturale e per riportare il brand del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni agli onori nazionali ed internazionali.”

Rosa ROMANO

 

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Ancora primati negativi per la Campania ed, a farne le spese, questa volta è l'ambiente. Legambiente Nazionale ha pubblicato il rapporto relativo all'inchiesta Mare Mostrum che, ogni anno, valuta la condizione delle coste italiane e, soprattutto analizza i danni provocati dal'uomo nei contronti del mare e delle coste limitandosi alla configurazione dei reati. La Campania mantiene saldamente la prima posizione anche in questo dossier 2020 con un aumento delle infrazioni accertate rispetto al dossier del 2019 e allungando sulle seconde in classifica.

A lavorare al dossier Mare Mostrum sono gli esperti dell'Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, avvalendosi dei dati forniti dalle forze dell'ordine, che, nella nota introduttiva, evidenzia come, ancora una volta, le infrazioni accertate si concentrano nel meridione d'Italia dove si verificano il maggior numero di reati contro il mare e le coste. Oltre alla Campania, prima in assoluto nella classifica generale e prima anche in due delle tre specifiche classifiche, troviamo in alto anche le regioni di Puglia, Sicilia e Calabria dove sono concentrate il 52,3% delle infrazioni totali accertate. Per ciò che riguarda i numeri la Campania evidentemente non vuole rinunciare a questo ennesimo primato negativo.

Rispetto al dossier pubblicato lo scorso anno sono oltre 1000 i casi di infrazione in più accertati. Dai 3483 relativi all'anno 2018, se ne contano 4697 nel dossier pubblicato oggi e che analizza i dati forniti e relativi all'anno 2019. Andando a vedere i dati per singola classifica troviamo la Campania al 1° posto anche nella classifica legata al ciclo del cemento con 1715 del 2019 in aumento rispetto al 2018 di circa 300 casi. Drastico aumento anche per ciò che riguarda il Mare inquinato dove, confermando saldamente la prima posizione per numeri di infrazioni, si nota come dai 1589 casi del 2018 si è passati ai 1937 casi accertati nel 2019. Solo per la pesca illegale la Campania si posizione al secondo posto con un balzo in avanti degno di un campione olimpionico dato che dalla 6^ posizione occupata con 299 infrazioni legate alla pesca illegale del 2018, raggiunge in un attimo la 2^ posizione con 697 casi accertati e 400 casi in più di infrazioni accertate.

Anna Maria CAVA

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