Attualità

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Oggi a Sala Consilina il debutto del mercato settimanale nella nuova sede indicata dall’amministrazione comunale. Il criterio adottato per l’assegnazione dei posti e soprattutto le posizioni, che ciascun commerciante ha attenuto, hanno trovato pareri discordanti tra gli stessi. Ovviamente, sulla carta coloro che si sono sistemati in via Matteotti hanno un maggior vantaggio mentre chi occupa i parcheggi al lato della discesa di Alfisi sono svantaggiati per la posizione. Infatti, alcuni di questi stamane hanno fatto capannello per discutere e chiacchierare su questa sistemazione ma, il dado come si dice in questi casi è tratto. A microfoni spenti in diversi hanno avuto da ridire sulla nuova sistemazione: “Sono sette anni che si parla di uno spostamento del mercato al centro oggi è arrivato ma con modalità e una operazione di pochi mesi che non può favorire tutti”. Altri lamentano l’isolamento della posizione avuta: “Siamo in un’area esterna al corso principale dove sono concretati tutti gli altri ambulanti, inoltre c’è il serio rischio che da noi non viene nessuno. Riteniamo che il mercato debba essere fatto in una strada unica, chiusa al traffica dove tutti sono nella stessa condizione”. Ovviamente c’è anche chi ritiene che essendo il primo giorno non ci si può ancora esprimere: “Soltanto tra un paio di settimana – dicono alcuni – potremmo capire se la scelta di cambiare la sede del mercato sia stata giusta o sbagliata. Oggi è una giornata di assestamento e soltanto nelle prossime settimane si ci potrà esprimere”. A coordinare la sistemazione degli ambulanti presente la polizia municipale che, come da disposizioni, ha indicato a ciascun commerciante la sua posizione e ha fatto rispettare quanto deciso la scorsa settimana. I vigli urbani, insieme ai carabinieri della stazione locale dei carabinieri, inoltre, hanno provveduto alla rimozione di alcune vetture che non ha aveva rispettato il divieto. In ogni caso, pareri discordanti, , tra i commercianti però sembra che rispetto alla scorsa settimana l’amministrazione comunale abbia ottenuto risultati sufficienti in linea con quanto era auspicabile. 

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Nonostante il Jobs Act e nonostante l’ottimismo del premier Matteo Renzi e la crescita dei contratti a tempo indeterminato, la disoccupazione in Italia continua a salire e a raggiungere dimensioni e proporzioni sempre più allarmanti. E’ l’Istat, l’istituto nazionale di Statistica che nei dati provvisori pubblicati questa mattina sul proprio sito fa il punto della situazione. Dopo il calo del mese di febbraio, a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile. Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell'ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a marzo 2014, l'occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti.I disoccupati aumentano su base mensile dell'1,6% (+52 mila). Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13,0%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti.Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve calo nell'ultimo mese (-0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei tre mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36,0%. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell'1,0% (-140 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti.Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti).

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Con una delibera il consiglio comunale di Teggiano ha approvato la delocalizzazione del mercato settimanale che una volta al mese, in fase sperimentale, toccherà le frazioni del paese. Le frazioni interessate saranno Pantano, Piedimonte, Prato Perillo e San Marco. Il mercato, dunque, per tre volte al mese si svolgerà nel centro storico mentre una volta al mese per quattro mesi si terrà in una delle frazioni indicate. A favore hanno votato 7 consiglieri mentre i contrari sono stati 6 tra cui due esponenti della maggiorana, l'assessore Marino e il consigliere Cobucci.

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Come previsto domenica scorsa 26 aprile a Roscigno si è tronati sul dibattito apertissimo relativo alla questione parco e all'opportunità o meno per i comuni di essere parte di un'area protetta. A Roscigno vecchia si è parlato, in un incontro pubblico di Morire di Parco - di Parco si muore un titolo sicuramente emblematico e forte che ha messo particolarmente in risalto le difficoltà dell'appartenenza al Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni, tralasciando invece quelle che potrebbero essere, se vi sono le opportunità. Il Parco nato al fine di valorizzare e promuovere, quindi creare occupazione e turismo, nella aree interne, negli Alburni vieni prevalentemente visto come un problema. Visione che si sta per altro rapidamente estendendo anche ad alcuni centri del Vallo di Diano, in particolare Polla ma su cui il dibattito resta aperto. Domenica 8 lunghe ore di incontri e dibattiti che hanno messo prevalentemmente in evidenza alcuni dei temi principali che fanno dell'are protetta un problema e non un'opportunità, in primis i cinghiali, che soprattutto negli Alburni, sono soliti anche invadere le coltivazioni. Ma anche i vincoli e la burocrazioa che rendono sempre più difficile uno sviluppo concreto del territorio. Pur non essendo risultato molto partecipato, nel corso dell'incontro si è giunti a decisioni forti con l'intenzione da parte dei presenti di partire con una raccolta firme nelle piazze dei comuni del Parco andando prevalentemente ad intervenire in quei comuni dove i privati vogliono far valere il diritto di proprietà. Un diritto che spesso viene meno proprio in virtù dell'appartenenza all'area protetta dove i vincoli paesaggistici e ambientali rendono difficili o ancor peggio impossibili gli interventi di qualsiasi natura. Sono emersi, nel corso del lungo dibattito anche esperienze di privati che sono stati multati per aver ripulito i propri terreni dalla vegetazione selvatica. Intanto ci si contuinua a dividere tra favorevoli e contrari. Ma soprattutto è evidente come, in questo clima di tensione e di negatività intorno all'istituzione del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni, si sta creando anche una corrente di scambi di accuse. Per Radano, presidente della Comunità del Parco, la colpa è del Ministro dell'Ambiente. Va ricordato che Radano, da vice presidente di Angelo Vassallo, da 5 anni ricopre il ruolo di presidente senza che si sia ricorsi all'elezione dopo l'omicidio del Sindaco di Pollica

 

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