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Oggi la consegna del cantiere per l'Area industriale-artigianale di località Mezzaniello di Sala Consilina. E' stato questo il principale annuncio con cui il sindaco Francesco Cavallone ha voluto dare il via alla conferenza stampa svoltasi ieri presso l'aula consiliare del Comune e che è stata anche occasione per tracciare un bilancio dello stato dei diversi lavori avviati e in alcuni casi completati. Cavallone ringraziando gli imprenditori per la pazienza, ha annunciato che da questa mattina il cantiere è nuovamente riaperto e la conclusione dei lavori dovrebbe giungere entro 240 giorni come promesso dalla stessa ditta a cui sono stati affidati. La conferenza stampa è stata anche l'occasione per presentare altri lavori in esecuzione. Novità e puntualizzazioni anche sull'altra area PIP commerciale di località Fontanelle. Le opere infrastrutturali di adeguamento e miglioramento della zona, come annunciato dallo stesso Cavallone, sono già iniziate da tempo, in particolare per ciò che riguarda la rete fognaria e le vie di collegamento. La zona sarebbe stata anche oggetto di una petizione con le firme, come sostiene Cavallone, raccolte mentre i lavori erano già in esecuzione. Il sindaco, su questo punto ha stigmatizzato anche il comportamento di un deputato e di un consigliere regionale che avrebbero sottoscritto la petizione senza conoscere lo stato dei lavori, regolarmente avviati e che possono essere eseguito per step onde evitare disagi alla cittadinanza. Nell'ambito della conferenza stampa, inoltre si è tornati anche sullo stato dei lavori del teatro Comunale, ormai prossimi al completamento; lo stadio comunale Osvaldo Rossi che, una volta conclusi i lavori sarà una struttura efficiente in grado, magari, anche di accogliere eventi sportivi di rilevanza regionale o, magari nazionale e quindi essere anche da volano per lo sviluppo del territorio, questo quanto meno è l'auspicio dell'amministrazione comunale salese. L'attenzione è stata inoiltre focalizzata anche sui lavori realizzati sulla casa comunale per l'efficientamento energetico e per il rifacimento della facciata. Anche su questo punto Cavallone ha voluto effettuare un a precisazione. In merito al taglio degli alberi, la decisione è stata assunta anche in considerazione di quanto avvenuto lo scorso 6 marzo, con i numerosi alberi caduti nella zona del cimitero ma anche in altre zone dove sono risultati pericolanti. Gli alberi tagliati e che erano situati nel piazzale antistante la casa comunale non garantivano la sicurezza pertanto, a tutela dell'incolumità dei cittadini essendo in una posizione centrale, è stato necessario provvedere al tagli degli stessi,sostituiti con alberi la cui crescita negli anni è notevolmente più ridotta pertanto, anche con il passare dei decenni non dovrebbero esserci pericoli per la cittadinanza.  Infine è stato annunciato il prossimo trasferimento degli uffici del distretto sanitario presso la struttura dell'ex tribunale. Il sindaco, su quest'ultimo punto, ha voluto precisare che, tale trasferimento, non dovrà essere ritenuto come un riconoscimento della soppressione del tribunale e uno stop della battaglia da parte dell'amministrazione comunale che, ha garantito, continuerà a far tutto il possibile epr riportare l'attività giudiziaria a Sala Consilina. Se ciò dovesse avvenire, ha assicurato Cavallone, la struttura sarà immediatamente resa disponibile e quindi liberata dagli uffici del distretto sanitario. Intanto la decisione è tata assunta anche per evitare il deperimento della stessa. Questi ed altri i punti trattati nell'ambito della conferenza stampa con l'annuncio di un incontro con la stampa il prossimo mese per un ulteriore aggiornamento sullo stato dei lavori pubblici a Sala Consilina

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Ieri la prima campanella per l’anno scolastico 2015-16. Un nuovo anno per la scuola italiana che ha visto, dal punto di vista didatti, l’assunzione di circa 40 mila docenti precari (anche se questo sembra non bastare ai sindacati che hanno annunciato agitazione per inizio ottobre) ma porta con se tanti problemi legati principalmente ad due temi: l’edilizia scolastica e l’abbandono della frequenza scolastica. La scuola dovrebbe essere un’ambiente sicuro. Questo non si può dire per diversi istituti della provincia che sono costretti a fare i conti con problemi sulle strutture degli edifici che ospitano i plessi scolastici tra cadute di calcinacci e crolli vari. Le situazioni più gravi riguardano Cava de’ Tirrenti dove mancano i finanziamenti per completare i lavori del geometra Vanvitelli. A Contursi Terme, in particolare al “Corbino” dove i lavori per la realizzazione di di cinque edifici con 30 aule didattiche e sei laboratori oltre agli uffici e a un auditorium è stato avviato nel 2012 ma dopo un anno è stato bloccato a causa del patto di stabilità. Infine a Mercato San Severino dove sempre nel 2012 è stato avviato un cantiere ma bloccato dopo un solo anno. Situazioni eclatanti che producono tanti disagi ma ci sono tanti piccoli problemi in ogni scuola della provincia. Altro problema, quest’anno ancora più evidenziabile, è l’abbandono scolastico. Infatti, oltre al crollo delle iscrizioni, quest’anno è stato registrato un alto tasso di abbandono. In particolare la fuga dai banchi riguarda gli studenti delle scuole superiori nel passaggio dal terzo al quarto anno. Infatti in tutta la provincia non sono pervenuti 768 studenti. Un dato preoccupante che nessuno si aspettava. Secondo i numeri fortini gli studenti che ieri hanno avviato il quarto anno sono 11.220, tra di loro ne mancano 768. Tra questi c’è da considerare il 15% trasferitosi nelle paritarie e circa 150 rimasti in terza. In definitiva sono circa 500 gli studenti che hanno abbandonato la scuola. Un dato che deve far riflettere sulla necessità di dare inizio a strategie per contrastare questo fenomeno. La scuola, in sostanza, deve ritornare a coinvolgere ed avvicinare i giovani invece di allontanare o peggio ancora disperdere il patrimonio degli alunni. 

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Con una nota stampa chiara e netta il presidente della Comunità Montana Alburni, nonché sindaco di Roscigno, Pino Palmieri ritorna sull’emergenza cinghiali all’indomani dell’incontro svoltosi presso la sede del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. “Chi non condivide il nostro progetto politico a sostegno del territorio si consideri fuori dalla maggioranza – ha dichiarato Palmieri. “In merito alla soluzione proposta dall’ente parco – afferma Palmieri - , e discussa ieri nel corso della riunione, l’ente montano ha deciso di prendere una posizione chiara e inequivocabile: diffidare il parco e chiedere l’immediata sospensione del bando per la cattura e la vendita dei cinghiali vivi”. “Una soluzione che non piace alla maggioranza della comunità montana che, nell’ultimo consiglio comunitario, aveva deciso di non partecipare all’incontro per testimoniare la propria contrarietà a questa soluzione, dal momento che i membri dell’ente non vogliono accettare soluzioni non concordate con il territorio”. “Ma nonostante gli accordi presi in consiglio, - tuona il presidente dell’ente montano -  qualcuno ha comunque deciso di percorrere una strada in solitaria, partecipando all’incontro e quindi dimostrando non solo di volere agire individualmente, ma probabilmente di non condividere il progetto comune”. “La maggioranza politica degli Alburni – prosegue la nota -  non partecipa a riunioni improduttive dell'assemblea del Parco e contrasta iniziative personalistiche”. “Tra l’altro nei prossimi giorni nel corso di un appuntamento che si terrà a Roscigno Vecchia, la comunità montana Alburni segnerà un passo decisivo nella battaglia del territorio contro il parco, considerato solo un vincolo e non un’opportunità: il 18 settembre alle ore 12 si chiederà pubblicamente a deputati e senatori di sottoscrivere la proposta di modifica della legge istitutiva del Parco Nazionale del Cilento, sostenuta dalla Comunità Montana degli Alburni. È il momento di scegliere da che parte stare”, conclude Palmieri.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO da CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE BCC SASSANO

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Il CDA della BCC di Sassano esprime riconoscenza al Dott. Antonio Calandriello per l’azione instancabile e per il costante impegno che hanno caratterizzato i suoi 29 anni alla guida della BCC. In questi tre produttivi decenni la Banca è cresciuta, creando posti di lavoro per i figli della nostra terra, e consentendo a tanti operatori di affrontare le difficoltà economiche con serenità.  E trovando sempre nella BCC di Sassano e nella persona del suo Presidente “ una porta aperta”. Di questo dovremmo essergli grati tutti, anche coloro che oggi lo denigrano e che ieri, per convenienza, sono saltati sul “suo treno”. E’ stato comodo farlo, e per qualcuno –oggi irriconoscente- è andata molto bene. Ma nessuno deve dimenticare che il Presidente Calandriello ha sempre dimostrato lealtà e affetto per la creatura che ha creato. Mostrando senso di responsabilità, anche nel momento in cui ha espresso la sua volontà di non continuare oltre questa sua esperienza di Presidente. Una ferma volontà che il Dottor Calandriello aveva già ufficializzato prima e dopo la sua ultima riconferma: all’Organo di Vigilanza, al CDA della Banca e all’Assemblea dei Soci svoltasi il 15/05/2015.

Il Dott. Calandriello ha condiviso la strada da perseguire con il nuovo CDA della BCC di Sassano: in primis maturando la consapevolezza che il processo di fusione debba essere visto come un’opportunità di crescita della BCC di Sassano. Un processo, quello della fusione, che si fonda sul rispetto delle regole di carattere mutualistico - cooperativo. In secondo luogo affiancando alle figure tecnico-operative presenti una idonea figura rappresentativa della Federazione Campana, capace di potenziare il settore. Solo a questo punto il Dott. Calandriello ha rassegnato le sue dimissioni. Tutto ciò nonostante l’assenso avuto da Banca d’Italia a mantenere la carica di Presidente fino alla data dell’Assemblea dei Soci che ratificherà l’avvenuta fusione della BCC di Sassano con altro Istituto di Credito.

Il CDA della BCC di Sassano precisa che le dimissioni del Dott. Calandriello sono state presentate per “motivi strettamente personali”, che vanno rispettati e non messi in pasto alla pubblica opinione attraverso tesi fantasiose, o come tentativo di discredito di una persona che tanto ha dato e tanto ha fatto per questo territorio. Noi del CDA, insieme alla base sociale e a molti dipendenti, considerati i risultati raggiunti, gli saremo sempre grati e riconoscenti. Siamo anche sicuri che, quando lo deciderà, saprà ancora una volta parlare a chi merita, e a chi gli ha voluto bene. Siamo sicuri che uscirà vincitore dalla battaglia più importante della sua vita, così come ha sempre fatto nel passato, in campo professionale e come presidente della BCC. Con il coraggio e la determinazione che lo hanno sempre caratterizzato.

 

Allo stesso tempo il CDA della BCC di Sassano non può non sottolineare che i recenti “pentimenti”, da parte di qualcuno che ha rivestito un ruolo importante e determinante nella nostra Banca, sono tardivi. A nessuno è consentito attribuirsi meriti che non gli appartengono. Se meriti vanno attribuiti, per aver difeso e rivendicato la situazione aziendale della BCC di Sassano e per aver preteso un processo di fusione dove l’Istituto di Credito di Sassano e la tutela dei suoi dipendenti e dei suoi Soci venisse rispettata, questi meriti vanno ascritti principalmente ed esclusivamente al Dott. Calandriello. Unitamente a quella parte di dipendenti che hanno creduto in tali principi, e agli amministratori attuali e passati.

 

 

E se qualcuno degli ex amministratori è stato vicino alla BCC di Sassano, questo privilegio lo possiamo riconoscere davvero a pochi: come ad esempio al Consigliere Carmelo Caggiano che, anche da semplice Socio, è sempre vicino alla Banca.

Riguardo alla “non candidabilità” del Dott. Calandriello, ricordiamo l’esistenza di un documento ufficiale in cui il Presidente Calandriello ufficializzava e assumeva un impegno temporaneo. Qualcuno nel suo intervento in assemblea l’ha definita “ipotesi ponte”: dimenticando però come si è arrivati a tutto questo. A soli tre giorni dall’Assemblea, e solo grazie all’intervento di Banca d’Italia, è stato possibile ratificare la lista di Cammarano e presentare la lista del CDA, capeggiata dal Presidente Calandriello. La candidatura del Dott. Calandriello è stata accompagnata da un documento ufficiale, che definiva e indicava la figura del Presidente e degli Amministratori confacenti alla nostra Banca, aggiungendo che la nuova Presidenza-Calandriello sarebbe stata a termine massimo di sei mesi. Come è stato. D’altra parte basta riascoltare le parole espresse nel corso dell’Assemblea del 15/05/2015, che sono tutte documentate e registrate. Non a caso, come si ricorderà, il Presidente Calandriello in apertura assembleare tenne a precisare che era in funzione il sistema di registrazione.

 

Il CDA della BCC di Sassano rassicura i soci e i clienti della Banca sulla solidità dell’Istituto di Credito e sulla perfetta regolarità delle attività quotidiane, e continua a lavorare con grande impegno per il conseguimento degli obiettivi futuri. In un momento così importante per la vita della nostra Banca, il CDA opererà nel rispetto dei principi di sana e prudente gestione, al fine di tutelare i soci e clienti, che sono i veri “proprietari” della Banca.

Pertanto, senza sfociare in ulteriori sterili polemiche, consigliamo di studiare bene gli statuti, i regolamenti e la normativa che regola le dimissioni di un Presidente di CDA, per non incorrere sempre in errori dettati da conoscenze non appropriate. Dal canto nostro, profondendo il massimo impegno, tuteleremo con tenacia e responsabilità tutto quello che è stato costruito.

 

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