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“Dal 30 dicembre al 14 gennaio, sono stato impegnato come "analog astronaut" (astronauta in simulazione) alla Mars Desert Research Station, una delle località terresti usate come simulazione di ambiente marziano, di proprietà della The Mars Society di Robert Zubrin”, sono le parole entusiaste di Cesare Guariniello, ingegnere astronautico del Vallo di Diano. Questa stazione si trova nel deserto dello Utah, e nella simulazione Guariniello è stato il geologo capo, scienziato capo, giornalista e responsabile della salute.

Una immensa soddisfazione che traspare non solo dalle sue parole ma anche dal suo viso sempre sorridente e allegro. Nato a sant’Arsenio 37 anni fa, da Roma si è trasferito negli States per continuare a studiare e fare ricerca a livello internazionale e questa ultima esperienza lo ha reso ancora più forte.

“L'anno scorso vi ha partecipato un'altra italiana, Ilaria Cinelli – continua Guariniello - il mio team è stato composto da studenti ed ex alunni della mia università di Purdue (molto nota per i 24 astronauti, tra cui Neil Armstrong, Gus Grissom, Gene Cernan). Gli astronauti sono stati in simulazione per 2 settimane, il che vuol dire che ogni uscita dall'habitat è stata una EVA cioè attività extraveicolare, fatta con tuta spaziale, elmetto, bombole di aria. “Abbiamo avuto anche il nostro logo di missione con i nostri nomi e bandiere nazionali, i colori di Purdue (oro antico e nero) – spiega ancora orgoglioso ed entusiasta Cesare -  2 stelle che rappresentano i membri di riserva della missione, e la calotta polare di Marte con sopra un simbolo stilizzato della Fontana di Ingegneria a Purdue, i colori della bandiera di Marte (rosso, verde, blu) e un satellite in rientro atmosferico, a rappresentare il nostro sforzo di ingegneri e scienziati per raggiungere Marte”.

Le missioni in Mars analog environments sono importantissime, la NASA e altre agenzie ne hanno una decina. “Servono ad addestrare astronauti, testare tecnologie, fare ricerca sul comportamento umano in ambienti estremi – termina- con noi c’era anche una stampante 3D, un lettore portatile del genoma umano e nuove tute spaziali. Sono stato anche assistente astronomo”.

Cesare, molto legato a papà Giovanni Michele, mamma Angela e alla sorella Maria è attaccatissimo alle sue origini e pur avendo qualche volta la testa tra le stelle ha i piedi saldi per terra e con umiltà continuerà a raccontare meraviglie e magari presto manderà davvero una cartolina dallo spazio.

Antonella Citro

 

 

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