Attualità

 

Siamo davvero un Paese di ipocriti? Siamo così, o fingiamo all’occorrenza di essere così, perché spesso conviene? Una domanda che mi pongo da alcune ore; da quando, ed era prevedibile, è scoppiato il “caso” Aquarius. Di cosa parliamo? Parliamo della crisi nel mediterraneo che ha interessato la nave Aquarius con a bordo oltre mille migranti, bloccata senza una destinazione, a causa dello scontro sull’accoglienza tra La Valletta e Roma. In Italia, un moltiplicarsi di reazioni alla nella presa di posizione del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, nel chiudere i porti italiani a nuovi sbarchi. La verità è che noi, italiani, come sempre, siamo un popolo strano.

Mentre da un lato, ci lamentiamo della presenza di migranti nel nostro Paese, viviamo condizionati dalla mancanza di sicurezze, accusiamo il colpo perché qui manca il lavoro, siamo in crisi, necessitiamo di grandi urgenze, nel mentre riserviamo ai migranti accolti, un tetto, il cibo, servizi .. e persino qualche euro, dall’altro lato, appena è successo l’inevitabile, ossia che un Ministro, per la prima volta, dalle parole sia passato ai fatti, riscopriamo, d’incanto, la solidarietà, lo slancio emotivo verso poveri disperati. Credo, che proprio questa nostra doppia morale, questa ipocrisia di fondo, abbia favorito nel tempo, un nostro appiattimento generale su logiche mai condivise, imposte da accordi internazionali, soprattutto a Bruxelles, ma accettate, per sola convenienza, del momento.

Intanto, questo va detto, in tema di politica estera, siamo stati sempre decisamente “scarsi”; negli ultimi quarant’anni almeno. Poi, è chiaro, che sui tavoli internazionali di discussione, se negli ultimi vent’anni, in Europa, abbiamo mandato, e non me ne vogliano, le terze e qualche volta anche le quarte linee, della politica prevalente in Italia, di cosa ci meravigliamo poi, se non siamo riusciti a discutere un Trattato, come quello di Dublino, che tutelasse gli interessi nazionali. Sono verità scomode queste, è vero. La questione dell’oggi, tutta politica, risiede nella necessità di interpretare un percorso nuovo, per il nostro Paese, in tema di equilibri europei. E’ noto a tutti, che di mio, del mo pensiero socialdemocratico, poco davvero, potrei condividere le scelte ideologiche di un “cantastorie” come Salvini. Eppure, la mia onestà intellettuale, mi obbliga ad ammettere che la sua presa di posizione, nei confronti dei burocrati di Bruxelles, era quanto mai auspicabile.

Verrebbe da chiedersi, come mai i soloni dell’oggi, poco o nulla hanno detto nei confronti di Holland, prima e Macron dopo, quando hanno chiuso il valico di Bardonecchia, per la Francia. Una Francia ispirata dai valori di: Liberté, Égalité, Fraternité, ma solo se gli conviene. I soloni dell’oggi, mi chiedo, come mai non hanno mai proferito parola su ciò che accade sul confine, Marocco, Spagna, dove a Melilla e Ceuta, due città autonome spagnole situate sulla costa orientale del Marocco, sono separate dal Paese nordafricano da una barriera fisica di filo spinato. Qui accade che le guardie spagnole di confine, spesso sparino addirittura ai migranti che cercano di arrivare nell’Unione Europea. Eppure, oggi, i soloni di turno, esaltano lo spirito di accoglienza dei disperati dell’Aquarius, dimenticando d’incanto, cosa ha sopportato per oltre dieci anni Lampedusa.

E’ un popolo strano il nostro, non vi è dubbio. Potrei continuare in questo ragionamento, ricordando cosa accade da anni a Calais. Eppure, oggi, tutti, per fortuna non tutti, siamo diventati solidali. Un forte punto di debolezza, nel confronto politico italiano, è l’esterofilia di convenienza. Accettiamo di buon grado, posizioni di comodo, suggerite da un Europa dominante, che poi vengono spalmate sulla nostra coscienza civica propensa ad adeguarsi, senza considerare le conseguenze. Un esempio per tutti: le politiche di sviluppo del settore primario, l’agricoltura, che per anni hanno mortificato il nostro Paese, distruggendo o quasi settori come l’allevamento e la produzione di latte. Il ricordo dei danni da quote latte, è già svanito. Non abbiamo proferito parola, sulla sottoscrizione dell’accordo di Dublino, sul tema dei migranti, accettando Federica Mogherini, a capo della diplomazia europea. Quale in vantaggio per il nostro Paese, in verità sto ancora qui a chiedermelo. Ora, alziamo la voce e le barricate nei confronti di un Ministro, che per la sua storia politica, per il consenso elettorale che gli italiani gli hanno tributato, non ha fatto altro che mettere in atto, i suoi proclami.

Paradossale, e stucchevole. in conclusione, credo che viceversa, forse ora vi sarà, lo spero davvero, l’occasione, per riaprire un dibattito serio, in Europa, sul tema migrazioni. Il Confine dell’Europa, non è Bardonecchia, forse è Lampedusa e prima ancora, se ne convincano tutti, è Malta. Una grande sfida politica questa, dove il governo Conte si giocherà la partita più importante in tema di credibilità. L’Europa dei popoli potrà esistere, deve esistere, solo se le regole, i problemi, e le soluzioni, sono del popolo europeo. Fino a quando i francesi si sentiranno solo francesi, così come i tedeschi, o altri, gli italiani è giusto che si sentano “nuovamente” solo italiani. Nel mentre, che nessuno si azzardi a pensare che gli italiani sono: “razzisti”. Siamo e lo saremo sempre, il popolo più solidale ed accogliente al mondo.

Lorenzo Peluso

 

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