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“La matematica non è un’opinione e nemmeno l’applicazione delle regole degli appalti” parte così la nota stampa del consigliere comunale di “Progetto Sala” Giuseppe Colucci che ritorna sulla vicenda kit mensa. Per Colucci “basta un po’ di buon senso ed applicare due regole semplici di aritmetica: una sottrazione ed una moltiplicazione” per verificare come “la differenza tra il costo della preparazione dei pasti per la mensa con tovaglie, tovaglioli, piatti, posate e bicchieri in materiale biodegradabile e compostabile 100% e quella di plastica monouso è di circa € 0,80”. “Tale differenza moltiplicata per i 195.000 pasti da servire per i 3 anni della durata dell’appalto, è di diverse decine di migliaia di euro”.

“Invece – prosegue Colucci - non è un’opinione l’applicazione del contratto di appalto, in base al quale non possono e non potevano essere utilizzati i piatti di plastica […] altrimenti è violato il contratto a base della gara di appalto”. “L’uso di materiale diverso da quello previsto nella gara e nel contratto è vietato” e “il progetto di offerta gestionale, quale proposta migliorativa prevede la sostituzione di tutti i piatti e stoviglie in melanina, con costo a carico dell’azienda”. Per Colucci “l’utilizzo dei piatti, bicchieri, posate e stoviglie in plastica, anziché le attrezzature previste in contratto genera un ingiusto vantaggio ed un indebito guadagno per la ditta appaltatrice”. “Ma il problema – aggiunge il consigliere di “Progetto Sala” - non è tanto il comportamento della ditta, che persegue l’obiettivo del profitto come è giusto che sia, ma il vero problema è la disponibilità ad accettare un servizio difforme dal contratto”.

“Il risparmio del costo stimato con il buon senso e l’applicazione delle citate regole aritmetiche è il danno derivante dalla disponibilità alla collettività. Mentre il costo del servizio diminuisce, la Giunta Comunale con delibera n. 189 del 19-10-2017, ha aumentato la tariffa della mensa scolastica. Quindi – sottolinea Colucci - le famiglie, anziché beneficiare dell’ingiusto guadagno procurato alla ditta hanno subito l’aumento del costo del servizio reso ai propri figli.

La beffa, consiste nell’affermazione che trattasi di un “nuovo servizio all’avanguardia che è fatto in pochi luoghi e in pochi posti di refezione scolastica”. Giuseppe Colucci, così, smentisce quanto sostenuto dall’amministrazione Cavallone che aveva annunciato come non ci fosse stato alcun costo aggiuntivo per le famiglie di Sala Consilina.

Giuseppe OPROMOLLA

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