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Il processo per direttissima a carico dei due giovani che, nel dicembre del 2018 furono tratti in arresto e sottoposti al regime degli arresti domiciliari, si è concluso con la caduta dell'accusa a carico del giovane di nazionalità italiana rimasto coinvolto nella vicenda. Per il giovane, difeso dall'Avvocato Michele Di Iesu, infatti, sono cadute le accuse e, nel corso dell'udienza finale di ieri, al termine delle arringhe dei due avvocati, la Camera di Consiglio, dopo alcune ore, ha deciso di scagionare il ragazzo italiano mentre, per il giovane di nazionalità ucraina è arrivata la condanna.

I fatti che vedono coinvolti i due risalgono al dicembre del 2018 quando i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, nel corso di un controllo di routine, fermarono un furgone di elettrodomestici proveniente dal napoletano e, a seguito perquisizione veicolare, individuarono al suo interno un discreto quantitativo di droga di tipo eroina e crak. I due giovani furono ritenuti entrambi responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con il conseguente arresto.

Nell'ambito del dibattimento, l'avvocato Di Iesu ha dimostrato l'estraneità ai fatti del suo assistito che è stato così scagionato dal Tribunale di Lagonegro riunito in composizione monocratica con la conseguente assoluzione dalle accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Condanna invece per il giovane di nazionalità Ucraina che, al termine dei processo, che è stato invece ritenuto in questo caso colpevole, è stato condannato ad 8 mesi di reclusione oltre ad una pena pecuniaria di 1300 euro.

Anna Maria CAVA

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