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Le ASL campane devono recuperare le somme erogate alle case di cura in virtù dell'accordo sottoscritto il 28 marzo scorso tra la Regione Campania e l'AIOP ( Associazione Italiana Ospedalità Privata) Campania. Proseguono le indagini scattate a seguito dell'azione della Corte dei Conti che, nelle scorse settimane aveva dichiarato lo stop all'accordo dando mandato alla guardia di Finanza per acquisire documenti ed atti negli uffici delle ASL. Contestualmente è stato anche fatto divieto alle aziende sanitarie di erogare le somme stabilite nell'ambito dell'accordo e, laddove già versate, di recuperarle.

Un'azione che ha portato sulle barricate le strutture private che parlano di impossibilità a saldare il dovuto al personale ed, in alcuni casi, si dicono anche pronte a dichiarare fallimento. Diversi i punti da chiarire in merito all'accordo scaturito a seguito del blocco imposto dalla Regione Campania, nella fase iniziale del Covid, a tutte le prestazioni sanitarie ed ai ricoveri nelle strutture sia pubbliche che private fatte salve le prestazioni di pronto soccorso, oncoematologiche e ginecologiche. Dato che in Campania gran parte delle strutture private accreditate sono prive di pronto soccorso, si sono ritrovate a dover valutare la chiusura con la messa in cassa integrazione del personale.

In alternativa è arrivato l'accordo con la Regione Campania che ha inserito le case di cura nel programma di intervento per l'emergenza Covid a cifre però eccessivamente elevate. L'ente regionale, infatti, avrebbe previsto, attraverso l'accordo, un budget di 700 euro al giorno per ogni letto occupato in terapia sub intensiva e 1200 euro al giorno per letto occupato in terapia intensiva. Tariffe superiori ad ogni altra regione italiana. Inoltre alle case di cura veniva riconosciuto il 95% del budget ordinario mensile, cifra superiore a quanto stabilito nei decreti governativi la cui soglia era fissata dall'80% a massimo il 90%. In quest'ultimo caso si potrebbe pensare che vi è una eccedenza del solo 5% rispetto a quanto previsto dal "Cura Italia".

Ma un altro problema è emerso nell'ambito delle indagini. Pare infatti che la Regione Campania oltre a non aver emesso delibera per ratificare l'accordo inserendo al suo interno il richiamo ai decreti governativi, per i pagamenti ha adottato strumenti legislativi ogni volta diversi tra decreti dirigenziali come per la riabilitazione oppure delibere di giunta nel caso di interventi di specialistica ambulatoriale. Intanto l'inchiesta va avanti mentre tutte le ASL Campane sono impegnate a recuperare le somme già erogate alle case di cura visto la sospensione dell'accordo da parte della Corte dei Conti.

Anna Maria CAVA

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