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Un bel gesto di solidarietà che esprime l’amore per il proprio lavoro e profondo affetto nei confronti degli anziani che accudiscono ormai da diversi anni. A compierlo sono tre operatrici della casa di riposo “Mons. Umberto Altomare” di Teggiano, che da circa 10 giorni vivono in isolamento fiduciario proprio all’interno della casa di cura per fare in modo che gli ospiti non restino senza assistenza, dopo i casi di contagio da covid-19 registrati nei giorni scorsi.

Le tre operatrici, risultate negative al virus, accudiscono i 3 anziani, anche loro negativi, rimasti all’interno della casa di riposo, dopo l’accertamento di 8 casi positivi: 5 ospiti, tutti asintomatici ma trasferiti in ospedale per garantire loro una più adeguata assistenza sanitaria in caso di necessità, e 3 operatori attualmente in quarantena presso le loro abitazioni. “Una scelta – ci tengono a precisare le tre operatrici – fatta di nostra spontanea volontà. Essendo negative, potevamo tornare a casa ma abbiamo deciso di restare accanto ai “nostri vecchietti” – hanno spiegato -  per salvaguardare la loro salute, per assisterli nel migliore dei modi, per continuare a fare il nostro lavoro in attesa del loro ritorno. Ci teniamo ai nostri ospiti e restare qui, in questa particolare situazione - hanno raccontato -, ci è sembrata la cosa giusta da fare”.

Le tre operatrici ora sono in attesa di un secondo tampone che faranno in settimana per rientrare nelle loro abitazioni in piena sicurezza e riabbracciare finalmente i propri cari che non vedono dal 18 novembre scorso. “Le giornate trascorrono veloci – hanno raccontato – perché lavoriamo, assistiamo gli anziani e puliamo tutte le stanze che vengono spesso sanificate, così da poter riaccogliere presto gli altri anziani, ora in ospedale, che quando torneranno troveranno tutto in ordine, pulito e sanificato. Attendiamo il loro ritorno con impazienza, soprattutto quello della nostra centenaria, alla quale siamo tutti molto legati”.

A sostenere le tre operatrici, ci sono non solo i familiari che ogni giorno portano loro tutto l’occorrente per vivere nella casa di riposo, ma anche amici e conoscenti che preparano loro dolci, ciambelle e rustici, che lasciano rigorosamente dietro la porta. Un modo per dire che la comunità è con loro e che apprezza l’impegno e la dedizione dimostrati verso il proprio lavoro e gli altri.

Antonella D'ALTO

 

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