Attualità

Molti, troppi, i ragazzi che nella provincia di Salerno non frequentano più la scuola. Sono arrivate 176 segnalazioni alla Procura minorile.

Diverse le storie. Qualcuno è uscito completamente dal percorso didattico mentre altri non frequentano perché preferiscono fare altro. "La Procura minorile di Salerno - come afferma il procuratore capo Patrizia Imperato su IlMattino - è intenzionata a sanare tale piaga poiché solo togliendo i minori dalla strada si può prevenire la devianza".

I numeri dicono che la situazione è peggiorata nell'anno scolastico 2019/2020 con la Dad che ha acuito il divario tra gli studenti che vivono in un contesto più agiato e quelli che si ritrovano in una realtà meno fortunata.

"Delle 176 segnalazioni per evasione dell'obbligo scolastico - spiega il procuratore capo Imperato - 92 sono rientrati a scuola; 36 erano immigrati ormai irreperibili, 21 avevano superato l'obbligo scolastico e 27, purtroppo, non siamo riusciti a recuperarli. La maggior parte delle segnalazioni proviene dalla città, dove sono stati registrati 30 casi, qui l'evasione scolastica ha toccato i più disparati contesti sociali: dagli studenti figli della Salerno bene che fanno filone per fumare gli spinelli, a quelli appartenenti a famiglie disagiate. 22 i casi accertati a Scafati, 18 a Nocera, 12 a Montecorvino, 10 a Battipaglia e 7 ad Eboli".

Diverse le storie. "Si va dal caso inquietante di un adolescente salernitano affetto dalla sindrome di hikikimori, che vive rintanato nella propria stanza, al caso di un minore che si era allontanato dal percorso didattico perché vittima di ludopatia. Troppo spesso sono i genitori a non mandare a scuola i propri figli perché convinti che debbano stare a casa a sbrigare le faccende domestiche. Peccato - afferma in conclusione la dottoressa Imperato - che sebbene l'obbligo scolastico sia fissato fino ai 16 anni, le sanzioni penali a carico dei genitori scattano solo se il figlio assenteista frequenta la scuola elementare. Se cioè l'alunno salta la scuola media o il liceo, la famiglia non ne risponde".

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