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Il  Coordinamento Scuole Aperte Campania si rivolge al premier Draghi e ai ministri.

"Vogliamo che arrivi al Governo l’urlo di dolore dei bambini e dei ragazzi della Regione Campania,​ che ormai ​da un anno ​non vanno più a scuola. Una delle Regioni più popolose d’Italia,con i più alti tassi di abbandono scolastico e con irrisolte problematiche di carattere sociale ed economico, si è presa il lusso di considerare la scuola come un servizio aggiuntivo e superfluo, meno importante anche di una ludoteca. Ci siamo rivolti alle autorità giudiziarie e siamo anche riusciti a riportare in classe i nostri ragazzi, tuttavia, in Campania le ​sentenze sono carta straccia​. Far valere i propri diritti è considerato solo un fastidio ad opera di una classe di genitori buontemponi ed irresponsabili".

Il Coordinamento ricorda che "il Presidente De Luca, chiude tutte le scuole di ogni ordine e grado in virtù di un “trend nazionale” e della possibilità del personale scolastico di fare i vaccini. Le diciamo soltanto che nella stessa ordinanza dichiara che nella fascia 0-2 anni non ci sono casi in aumento ma la chiude ugualmente. In Campania - continuano - la gestione è stata sostituita dalle dirette Facebook del venerdì".

"Il Presidente De Luca ritiene che i genitori campani non lavorino o siano nelle possibilità di lasciare il proprio impiego per assecondare le scelte settimanali della Regione se non dei singoli Comuni che ormai chiudono le scuole in via preventiva, per paura, anche con zero o 1 contagio, violando qualsiasi ragionevolezza e legge nazionale. Invochiamo - concludono - poteri sostitutivi del Governo ai sensi dell’art 120 cost affinché la Campania torni ad essere parte dell’Italia”.

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