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L'abitudine, perché di abitudine si tratta, all’inciviltà che si manifesta con l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico è un’erba cattiva difficile da estirpare. È tra i reati ambientali più frequentemente segnalati, almeno da queste parti, eppure si rimane sempre sbigottiti. Uno degli ultimi episodi si è accaduto ad Auletta. Qui, come documentano le foto, qualcuno ha pensato di lasciare immondizia a giacere nei pressi della stazione ferroviaria dismessa a 5km dal centro abitato.

Uno scenario marcescente con cumuli e cumuli che la natura stava cercando inglobare per provare a rivendicare i suoi spazi. Molto probabilmente è il risultato di un trasloco come si evince dalla tipologia di rifiuti. Che senso ha quando si ha a disposizione un centro ecologico che, per gli ingombranti, funziona già da qualche anno e per il resto c'è un efficiente porta a porta? Se lo chiede il vicesindaco Antonio Addesso a cui è arrivata la segnalazione e che ha prontamente contattato la Guardia Nazionale Ambientale. I volontari arrivati sul posto, coordinati dal Dirigente interregionale Antonio D’Acunto, tra i rifiuti hanno trovato buste paga con nominativi e altri indizi utili a risalire ai responsabili: hanno quindi avviato le procedure del caso.

L'ennesima discarica a cielo aperto trovata questa volta ad Auletta, come negli altri casi in giro per il comprensorio di cui si parla ormai quotidianamente, è come da copione in una zona isolata, dove la gente si sente libera di consumare delitti ambientali che troppo spesso restano impuniti. Fortunatamente in questo caso non si tratta di rifiuti pericolosi ma domestici. Sono comunque comportamenti che danno la misura di quanto il rispetto dell'ambiente sia una sfida culturale purtroppo ancora da cogliere compiutamente. É chiaro che non ci sono politiche di sensibilizzazione e servizi puntuali che tengano.

Rosa ROMANO

 

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