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Molte attività ed esercizi commerciali fermi da tempo a causa della pandemia da coronavirus sono state inserite nella road map delle riaperture messa a punto dal governo Draghi. Tra queste non è incluso il comparto del wedding. Il fatturato del settore, secondo un recente report di Jfc, è crollato del 92,7% rispetto ai dati dell’anno precedente, con ricadute anche sul turismo.

“Per il CTS possono riaprire tutte le attività economiche, tutte tranne quelle del wedding e degli eventi privati. Serviva un consulto di scienziati per arrivare a questa conclusione senza senso?”, fa sapere Assoeventi con una nota. Prima della pandemia, l’industria legata al comparto dei matrimoni aveva registrato 486 milioni di euro di fatturato da oltre 9mila matrimoni di stranieri in Italia, con un milione e 783mila presenza sul territorio tra invitati e partecipanti.

Ora però, stando sempre al report di Jfc, per il 45,2% degli operatori non ci sarà alcuna ripartenza prima della primavera 2022. I dati fanno comprendere il perché del tracollo del settore in Italia: nel 2020 ha purtroppo segnato un -87,3% di presenze ed un ancor più significativo -92,7% di fatturato rispetto ai dati dell’anno precedente, assestandosi pertanto a 35,5 milioni di fatturato generati da 226 mila presenze.

Federico D'ALESSIO

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