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Numeri civici a Teggiano oggetto di polemiche da parte della minoranza consiliare che, con un manifesto pubblico affisso nelle ultime ore attacca l'amministrazione comunale accusandola di voler far cassa attraverso l'imposizione della nuova numerazione che dovrà essere regolarizzata con specifiche caratteristiche. L'amministrazione comunale nelle scorse settimane aveva annunciato l'apertura di uno sportello informativo per l'attribuzione del numero civico.

Nell'avviso vengono anche resi noti i costi per la richiesta dell'importo di 26 euro il cui prezzo comprende: istruttoria e sopralluogo, fornitura e posa in opera della mattonella del numero civico. Ed è proprio su questo punto che il gruppo di RinnoviAmo Diano si sofferma parlando di Diritti che si trasformano in balzelli. Nella premessa gli scriventi sottolineano la necessità dell'iniziativa visti anche i tanti problemi che si sono riscontrati negli anni anche nella consegna della posta a causa proprio dell'assenza di numeri civici davanti alle abitazioni. Disagi che meritavano una risoluzione ben prima.

Ciò però non toglie la necessità di una riflessione a parere del Gruppo capeggiato da Rocco Cimino che si chiede: sulla base di quali considerazione viene imposto il format della targa, ragionamento valido nel centro storico, molto meno per le località a valle in cui esiste una peculiarità immobiliare diversificata, e un prezzo stabilito non si sa sulla base di quali parametri chiedendo al proprietario dell'immobile di farsene carico? E ancora: "era veramente necessario costringere i cittadini, molti dei quali anziani, a recarsi nei cosiddetti centri di informazione, costringendoli a telefonate che possono a volte rivelarsi estenuanti per avere un appuntamento?

"Crediamo - si legge sul manifesto di Rinnoviamo Diano - non si possa costringere i cittadini, che pure hanno l'obbligo ove stabilito di apporee i numeri civici, ad un onere per l'acquisto di un formati specifico ed imposto se non, al massimo, alle spese di montaggio se espressamente richiesto. A noi - continuano dal gruppo - sembra una tassa aggiuntiva prendendo spunto un problema che, a nostro avviso, potrebbe essere risolvibile senza mettere le mani in tasca ai cittadini. Nota positiva- concludono - Anni di assordante silenzio finalmente interrotto. Peccato sia solo per tassare una comunità già duramente provata da una crisi globale".

Anna Maria CAVA

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