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Sono 3.407 le imprese a rischio chiusura nel salernitano. Lo che elabora i recenti dati della Banca d’Italia sul grado di insolvenza delle imprese dopo la pandemia. L’area maggiormente a rischio è il Mezzogiorno, dove si contano 57.992 aziende, ovvero il 32,9% del totale e il 9% delle imprese in sofferenza sono in Campania. Alla crisi è sopravvissuto soltanto chi era già strutturato. Le altre possono solo scegliere di chiudere o vengono avvicinate dalla criminalità. 

Dati che preoccupano e allarmano il presidente di Cia - Confederazione italiana agricoltori Campania, Alessandro Mastrocinque, soprattutto in vista delle numerose scadenze fiscali previste per settembre. Oltre all’attività di riscossione e notifica di nuove cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate, le imprese hanno dovuto versare Irpef, Ires, Irap e Iva. Senza contare la scadenza per il versamento delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio scadute il 31 luglio 2020.

A tal proposito Mastrocinque chiede un intervento diretto del Governo prima e della Regione poi e anche le banche - sollecita - devono fare la loro parte garantendo l’accesso al credito. Gli effetti veri delle chiusure prodotte dalla pandemia li subiamo adesso. C’è bisogno di ulteriori misure di accompagnamento". 

Sono 3.407 le imprese a rischio chiusura nel salernitano. Lo che elabora i recenti dati della Banca d’Italia sul grado di insolvenza delle imprese dopo la pandemia. L’area maggiormente a rischio è il Mezzogiorno, dove si contano 57.992 aziende, ovvero il 32,9% del totale e il 9% delle imprese in sofferenza sono in Campania.

Alla crisi è sopravvissuto soltanto chi era già strutturato. Le altre possono solo scegliere di chiudere o vengono avvicinate dalla criminalità.

Dati che preoccupano e allarmano il presidente di Cia - Confederazione italiana agricoltori Campania, Alessandro Mastrocinque, soprattutto in vista delle numerose scadenze fiscali previste per settembre. Oltre all’attività di riscossione e notifica di nuove cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate, le imprese hanno dovuto versare Irpef, Ires, Irap e Iva. Senza contare la scadenza per il versamento delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio scadute il 31 luglio 2020.

A tal proposito Mastrocinque chiede un intervento diretto del Governo prima e della Regione poi e anche le banche - sollecita - devono fare la loro parte garantendo l’accesso al credito. Gli effetti veri delle chiusure prodotte dalla pandemia li subiamo adesso. C’è bisogno di ulteriori misure di accompagnamento".

 

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