Cronaca

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A Casal Velino è stato arrestato un 34enne,originario di Scafati, per maltrattamenti in famiglia.
 
Non era il primo episodio, purtroppo. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, al termine di una furibonda lite, si è scagliato violentemente contro la compagna coetanea e questa volta le ha spaccato in testa un vaso in coccio rendendo necessario il trasporto della donna in ospedale per  numerosi punti di sutura. Immediato l'intervento dei militari della Compagnia di Vallo della Lucania che hanno assicurato alla giustizia l'uomo, ora agli arresti domiciliari su disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania.
 
La 34enne è al sicuro nell'abitazione di alcuni familiari.
 
La diffusione alla stampa della notizia è un'ulteriore occasione per far comprendere a coloro che sono vittima di violenza tra le mura domestiche - fa sapere il Comando Compagnia Carabinieri di Vallo della Lucania - che la fine dell'incubo inizia rivolgendosi alle forze dell'ordine.

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I carabinieri della Stazione di Santa Cecilia di Eboli hanno denunciato una persona di 62 anni originaria di San Giuseppe Vesuviano titolare di un'azienda bufalina in località Torre Paladino di Eboli per smaltimento illecito di reflui zootecnici.

I militari hanno individuato un condotto utilizzato per lo scolo dell'acqua piovana dove confluivano una parte degli scarti zootecnici prodotti dall'azienda. Il condotto andava ad alimentare il canale consortile che durante il suo percorso veniva utilizzato da diverse aziende per l'irrigazione dei prodotti ortofrutticoli e sfociava nel fiume Sele a distanza di circa 1km dal mar Tirreno.

I controlli sono partiti a seguito di diverse segnalazioni giunte dai cittadini e proprietari delle aziende agricole i quali segnalavano come l'acqua in diverse occasioni oltre ad avere colori strani emanava odori nauseabondi. L'individuazione dell'azienda è stata possibile grazie all'utilizzo dei droni dei vigili del fuoco che  hanno consentito, con la loro professionalità, di individuare e monitorare il canale oggetto d'indagine.

Il titolare è stato deferito all' autorità giudiziaria di Salerno per reati in materia di rifiuti e inquinamento ambientale.

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Un imprenditore di Capaccio Paestum è stato arrestato per estorsione e minacce a parenti che vivono nel bolognese. 

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Nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 13:30 nella zona industriale di Battipaglia, 4 soggetti con il volto coperto hanno perpetrato una rapina ai danni dell’ingrosso bevande ‘Trade Land’, intestata ad un cittadino residente ad Eboli. I malfattori, uno armato di pistola, dopo aver immobilizzato con delle fascette in plastica da elettricista 5 dipendenti e 2 clienti all’interno, hanno prelevato la cassaforte allontanandosi a bordo di una Hyundai 120 bianca, risultata oggetto di furto nel luglio 2020 a Napoli. 

Le indagini, condotte nell’immediato dalla Sezione Operativa dei carabinieri della Compagnia di Battipaglia, diretta dal magg. Vitantonio Sisto, hanno permesso di accertare che la vettura era transitata, poco dopo la rapina, lungo l'autostrada A3 in direzione Napoli e che, verosimilmente, era parcheggiata nei pressi di Via Cairoli.  Circostanza poi riscontrata da militari in servizio presso la Sezione Radiomobile del Gruppo di Napoli, i quali, a seguito delle indicazioni ricevute dai colleghi battipagliesi, hanno rinvenuto il veicolo proprio nei pressi di Via Carioli.

A seguito di ulteriori indagini, i Carabinieri di Battipaglia hanno raggiunto il capoluogo campano individuavando e sottoponendolo a fermo un 37enne napoletano pregiudicato residente in Via Cairoli, ritenuto uno dei responsabili della rapina poiché riconosciuto grazie al raffronto delle immagini di sorveglianza del locale rapinato. Si trova ora presso il carcere di Poggioreale a Napoli.

Sono in corso ulteriori investigazioni al fine di identificare i complici dell’arrestato. La vettura oggetto di furto ed usata dai rapinatori è stata sequestrata e sottoposta a rilievi scientifici da parte del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli. Durante la rapina nessuno è rimasto ferito. La refurtiva custodita nella cassaforte ammonta 15.000 euro: i malfattori hanno derubato anche il denaro di 2 dipendenti, sottraendo loro pochi spiccioli.

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