Cronaca

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Una cagnolina, Belle, è stata salvata dopo essere finita nel depuratore di Albanella. A cadere nel liquame sono stati 3 cagnolini, per gli altri due purtroppo non c'è stato niente da fare.

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Sono finiti agli arresti domiciliari due dipendenti dell’Università di Salerno. Le accuse formulate nei loro confronti sono l’accesso abusivo al sistema informatico, la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, l’induzione indebita a dare utilità.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza sono stati avviati in seguito alla denuncia presentata dallo stesso Ateneo, che tramite l’Audit interno aveva rilevato delle irregolarità nella procedura di immatricolazione di due studenti, i quali erano iscritti alla Facoltà di Medicina, pur senza essersi classificati in posizione utile nella graduatoria unica nazionale di merito dei test d’ingresso. In quell’occasione, era subito emerso che l’iscrizione era stata effettuata materialmente da un dipendente dell’Università (C.L.), attraverso l’accesso abusivo al Sistema Informatico di Segreteria (cd. ESSE 3). I successivi approfondimenti investigativi hanno evidenziato inoltre che l’indagato era solito utilizzare le proprie credenziali per attestare falsamente esami universitari in realtà mai sostenuti dagli studenti beneficiati, in cambio di specifiche regalie (anche fumetti da collezione).

Determinante si è rivelato il contributo del secondo indagato, sempre un dipendente amministrativo (C.C.), che indirizzava al collega quegli universitari che, essendo venuti a conoscenza del meccanismo di frode, chiedevano di essere “aiutati” in qualche modo.

Altra condotta di rilevanza penale posta in essere da C.L. era quella di far risultare gli studenti in fasce di reddito di favore senza tener conto delle reali condizioni economiche delle famiglie, così da consentire un indebito risparmio nel pagamento delle tasse di iscrizione.

Le indagini dei finanzieri del Nucleo PEF di Salerno hanno consentito di ricostruire, in tutto, 34 casi di carriere universitarie artefatte, molte delle quali culminate nel conseguimento del titolo di laurea. Fondamentale si è rivelata la collaborazione dell’Ateneo che, anche al fine di evitare ulteriori manipolazioni, ha subito sospeso C.L. e, successivamente, su richiesta della Procura della Repubblica, ha pure congelato il sistema informatico, consentendo l’acquisizione di tutte le necessarie fonti di prova.

Oltre ai due dipendenti infedeli oggi tratti agli arresti domiciliari, risultano indagati altri 42 tra studenti e familiari, anch’essi presunti responsabili, in concorso, dei reati di accesso abusivo al sistema informatico e frode informatica, nei cui confronti sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti investigativi.

Cronaca

Alle prime luci della mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Agropoli, con il supporto delle unità dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 8 soggetti, indagati per i reati previsto e punito dagli artt. 624 – 625 c.p., nel territorio della provincia di Caserta.

L’indagine, originata da alcuni episodi di furto commessi in Castellabate, ha consentito di ricostruire l’esistenza di un gruppo criminale dedito in maniera stabile al compimento di furti nella zona del Cilento. Sintomo dell’elevata pericolosità dei soggetti, la serie innumerevole di reati predatori commessi solo in qualche mese di attività, tutti con target molto precisi fondati sulla massiva presenza di rame: l’Oasi del Fiume Alento, opifici, cabine elettriche, sedi operative di aziende, centrali telefoniche, sono alcuni fra i principali obiettivi, cui si abbinavano secondariamente abitazioni, depositi e rimessaggi di barche.

Il tutto per un giro di affari stimato di circa 150.000 euro di refurtiva, sottratta nei vari episodi occorsi in San Giovanni a Piro (SA), Castellabate (SA), Prignano Cilento (SA) e Cicerale (SA), Lusciano (CE), Acerra (NA), Montoro (AV). L’attività di indagine, concentrata nell’arco di pochi mesi, ha altresì consentito di evidenziare come il gruppo criminale, concentrato sulla sottrazione di rame, non disdegnasse tuttavia anche refurtiva di altro genere, derubando finanche alcune derrate alimentari.

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polizia municipale

Controlli intensificati a Camerota in vista del weekend delle festività di Pasqua. Gli agenti del comando di polizia municipale, guidati dal sovrintendente Giovanni Cammarano, durante un servizio di pattugliamento del territorio, hanno intercettato e identificato cinque persone a bordo di un’automobile a Camerota capoluogo. Si tratta di cittadini residenti nei comuni limitrofi.

Considerate le restrizioni dettate dalla zona rossa per il contenimento del contagio del coronavirus, i caschi bianchi, dopo gli accertamenti del caso, hanno scortato l’automobile e i cinque occupanti, oltre i confini territoriali del Comune di Camerota.

«Il pattugliamento delle strade non sarà l’unica forma di controllo in vista del prossimo fine settimana - sottolinea il sindaco Mario Salvatore Scarpitta - insieme ai gruppi di protezione civile e alla polizia municipale è stato predisposto un piano ulteriore di verifica e accertamento delle presenze in entrata sul nostro territorio».

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