Cronaca

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I carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania hanno tratto in arresto un uomo di origini romane con l'accusa di maltrattamenti e abusi sessuali sui figli. Secondo quanto emerge, l'uomo separato dalla moglie e diventato unico punto di riferimento per i due minori, avrebbe usato violenza sui figli con continui maltrattamenti e arrivando anche ad abusare della figlia. I militari dell'arma, alò comando del capitano Annarita D'Ambrosio a seguito segnalazione, hanno tratto in arresto l'uomo.

StileTv

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Tenta di uccidere la moglie e il figlio, urla “vi faccio a pezzi” armato di bastone e motosega elettrica. È successo la scorsa notte a Buonabitacolo. Un 53enne in preda ai fumi dell’alcol stava per sterminare la famiglia. La tragedia è stata scongiurata grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri.

Nella notte giunge la richiesta di aiuto ai militari della Stazione locale. Allertati proprio dalla donna che non riusciva neanche a parlare perché intanto il marito continuava ad aggredirla e inveire contro di lei. I carabinieri hanno allora immediatamente localizzato la cella telefonica. Arrivati sul posto, hanno udito urla provenienti da un’abitazione. E sono quindi entrati in casa passando dalla cucina cogliendo così l’uomo in flagranza di reato.

Lo hanno trovato in evidente stato di ebrezza alcolica. Brandendo un bastone e poi una motosega elettrica aveva minacciato la moglie e anche il figlio 15enne che era intervenuto per sedare il violento litigio tra i genitori. Dopo aver messo al sicuro le vittime i militari hanno raccolto il loro racconto ricostruendo la vicenda e scoprendo che non era la prima volta. Episodi di violenze e minacce si consumavano tra quelle mura da almeno tre anni, sin dall’anno 2016.

L’uomo è stato arrestato dagli uomini del Capitano Davide Acquaviva con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Si trova agli arresti domiciliari presso altra abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Lagonegro.

 

Rosa ROMANO 

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I responsabili di diversi episodi di truffa aggravata avvenuti a Sanza lo scorso luglio sono stati assicurati alla giustizia. All’alba di oggi sono scattate le manette per due truffatori ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Sapri. Si tratta di F.V un 21enne di Portici e D.L.G. un 33enne di Napoli.

Tante le truffe riuscite da queste parti nei mesi scorsi, alcune hanno fruttato grossi bottini. Diversi episodi in tutto il comprensorio. Ad essere preso di mira il solito bersaglio facile per i malintenzionati: gli anziani che abitano da soli. Nei casi di Sanza le vittime erano per lo più donne, raggirate con la scusa del finto incidente. Il modus operandi era lo stesso che in altri posti: prima, fingendosi avvocati, telefonano a casa della vittima facendole credere che il figlio abbia causato un incidente in cui qualcuno vi sia rimasto ferito o vittima.  Quindi la richiesta di soldi per togliere l’uomo dai guai. Subito dopo la telefonata un soggetto, sedicente collaboratore dell’avvocato, passa direttamente a casa a ritirare il bottino. Le tecniche ormai sono studiate e collaudate per confondere le vittime. Durante la conversazione, sullo sfondo, la voce di un uomo che si dispera e chiede giustizia. E alle anziane, prese dal panico, paiono essere i figli. I malviventi fanno leva proprio sullo stato di smarrimento delle malcapitate.

Alle vittime di Sanza è stato chiesto di pagare in contanti 8000euro e di consegnare anche oro e gioielli qualora non avessero avuto disponibile tale somma.  Tante le segnalazioni raccolte dai militari della Stazione locale. I truffatori coinvolti sono stati individuati a partire dall’analisi di telecamere di sicurezza pubbliche e private e dei tabulati telefonici. Fondamentale è stato poi il riconoscimento da parte delle vittime, che ha permesso di avere la conferma dei dati raccolti.

I due si trovano ora ai domiciliari e possono comunicare solo con i loro più stretti familiari.

 

Rosa ROMANO

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Continuano gli episodi di violenza sugli animali. Un gatto è stato sparato in pieno centro ad Agropoli. A denunciare l'accaduto la donna che si stava occupando del randagio.. Nella mattinata ha notato un buco nell'addome del gatto che ha battezzato Ciccio scoprendo successivamente ad una visita dal veterinario che il micio è stato sparato con una pistola ad aria compressa. Subito la denuncia

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