Cronaca

Si apre un nuovo capitolo nella vicenda di Massimo Casalnuovo, il giovane di Buonabitacolo deceduto nel 2011 cadendo dallo scooter dopo un posto di blocco dei Carabinieri. Nei pressi del luogo della tragedia fu installata una statua in sua memoria e per questo furono accusati di abusivismo quattro persone: l’ex Sindaco Elia Rinaldi, l’ex vicesindaco Barbara Lapenta, l’ex assessore Carlo Bianco, e Osvaldo Casalnuovo, padre di Massimo. La Procura di Lagonegro, in questi giorni, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini. I quattro coinvolti nella vicenda  sono tutti accusati, a vario titolo, di aver realizzato l’opera in modo abusivo e senza le autorizzazioni necessarie.  Nello specifico, il padre del ragazzo è stato indagato quale committente dell’opera, realizzata senza i necessari permessi di costruire, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale alterando così la bellezza naturale di località sottoposte a speciale protezione e occupando arbitrariamente il suolo pubblico del Comune di Buonabitacolo.  L’ex Sindaco, l’ex Vicesindaco e l’ex Assessore sono invece indagati per aver concesso l’installazione dell’opera in “zona agricola” quindi incompatibile in quanto senza la necessaria variante urbanistica e senza l’autorizzazione paesaggistica della Sopraintendenza. Viene loro contestato inoltre il concorso in abuso d’ufficio. Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per depositare le memorie difensive in merito alle accuse

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