Cronaca

Dopo poche ore dal ritrovamento del corpo del giovane di Buonabitacolo Antonio Alexander Pascuzzo, i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina guidati dal Capitano Davide Acquaviva hanno fermato il responsabile che, dopo un lungo interrogatorio ha confessato di essere l'autore dell'omicidio. Si tratta di Karol Lapenta, 18 anni di origini polacche ma adottato non molti anni fa insieme alla sorella da una famiglia particolarmente stimata di Buonabitacolo. I militari dell'arma hanno impiegato pochissime ore per individuare il responsabile e, dopo un lungo interrogatorio alla presenza del suo avvocato, il ragazzo ha confessato di aver commesso l'omicidio nella sera stessa in cui Antonio Pascuzzo era scomparso dopo aver ricevuto una telefonata. L'omicidio è avvenuto nei pressi del luogo del ritrovamento del cadavere dietro la palestra comunale abbandonata in avanzato stato di decomposizione. L'omicidio avvenuto con efferata rabbia ha portato l'assassino a colpire il ragazzo scomparso per ben 7 volte con un coltello, sottoposto a sequestro dai carabinieri, di cui 5 i fendenti al petto e altre due sulla sinistra del torace colpendo la spalla e il costato. Le motivazioni sembrerebbero banali dato che, come ammesso in sede di interrogatorio dall'autore del delitto giovane, la lite è scaturita a seguito del tentativo da parte dell'assassino di impossessarsi di un modesto quantitativo di droga in possesso della vittima. Dopo aver colpito a morte Antonio Pascuzzo, avrebbe provveduto ad occultare il cadavere, trascinandolo per circa 50 mt per poi gettare il corpo nel torrente da un'altezza di circa 5 mt dove è stato poi ritrovato lo scorso sabato pomeriggio dai volontari della protezione Civile di Padula che, insieme ai carabinieri e ai vigili del fuoco di Salerno erano intenti nelle ricerche del giovane dal giorno della sua scomparsa avvenuta venerdì scorso 6 aprile. L'intensa attività di ricerca del ragazzo unitamente ad attente indagini avviate già prima del ritrovamento del corpo del giovane assassinato con gli uomini del Capitano Acquaviva che hanno analizzato anche i tabulati telefonici, ha permesso di risalire in tempi celeri a Karol Lapenta come possibile autore del crimine che, ha ha poi confessato l'omicidio. Il ragazzo è ora agli arresti nel carcere di Potenza con l'accusa di omicidio volontario con occultamento di cadavere, pluriaggravato dai futili motivi, crudeltà e rapina. Il ragazzo, conosciuto nella comunità di Buonabitacolo, durante tutto il periodo della scomparsa di Antonio, aveva continuato nella sua vita quotidiana, recandosi regolarmente a lavoro a Montesano dove era impegnato come macellaio, sereno, e senza alimentare alcun dubbio. Tanto che pare che, al momento del ritrovamento del cadavere, è stato avvistato sul posto e, in tale circostanza, chiedeva anche informazioni su cosa fosse accaduto.

 

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