Cronaca


E' stato il perfetto funzionamento della macchina della cosiddetta "giustizia di prossimità" a consentire la risoluzione- lampo dell'efferato omicidio di Olena Tonkoshkurova, la donna di origini ucraine di 50 anni ritrovata martedì a Polla con la gola sgozzata nella sua abitazione in fiamme di Via Porta Del Bagno. E' questa la prima considerazione –che deve sicuramente far riflettere- emersa dalle parole del procuratore capo di Sala Consilina Amato Barile e confermata dal comandante provinciale dei carabinieri Francesco Parrulli e dal vice comandante della compagnia carabinieri di Sala Consilina Vincenzo Izzo. L'immediatezza con la quale il procuratore Carlo Rinaldi è giunto sul posto dell'omicidio poco dopo la sua scoperta ha consentito di coordinare fin da subito le indagini nel modo più opportuno, mentre la conoscenza capillare del territorio e delle comunità residenti da parte dei Militari dell'Arma di Sala Consilina e di Polla, ovviamente collaborati dai colleghi del reparto operativo e scientifico di Salerno, ha consentito il restringimento del campo di indagine e alla fine la soluzione del delitto. Trovare l'assassino nelle prime 24 ore -è stato evidenziato nella conferenza stampa svoltasi ieri presso la procura della Repubblica di Sala Consilina- era fondamentale, visto che le prove trovate sul luogo del delitto erano poche o inesistenti, e che con il passare del tempo tutto sarebbe diventato molto più complicato. In questa ottica è evidente ed è emerso ancora di più nelle ultime drammatiche ore quanto sia di fondamentale importanza per garantire sicurezza al territorio la sopravvivenza del presidio di giustizia del Vallo di Diano e della Procura della Repubblica di Sala Consilina, ed anche il mantenimento agli attuali standard operativi della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina e delle varie stazioni. Solo questi elementi, che insieme costituiscono il fulcro della "giustizia di prossimità" ha consentito la veloce soluzione dell'efferato omicidio che tranquillizzato la comunità di Polla sotto shock. Ed a tradire l'assassino, il 27enne ucraino Dmytro (zastanesky) Zastavnetskyi, è stata la bicicletta da lui utilizzata per abbandonare il luogo del delitto. Dall'immagine del mezzo le capacità investigative dei militari dell'arma, scesi in campo con oltre 40 unità a Polla per perquisizioni ed interrogatori nella notte tra martedì e mercoledì- hanno consentito di risalire al colpevole che, messo alle strette, ha confessato. L'ennesimo femminicidio di questo 2013 davvero troppo tormentato per le donne, trova assurda spiegazione in una lite per futili motivi, tra la vittima e l'assassino, giunta dopo un rapporto sessuale consenziente in un contesto caratterizzato dai fumi dell'alcool. In preda all'ira il 27enne sferra il tremendo colpo alla gola della vittima con un coltello da cucina, poi si lava e appicca l'incendio alla casa, probabilmente per nascondere le tracce. E scappa con la sua bicicletta, che però lo ha tradito.
Antonio Sica

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