Cronaca

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Sconcerto ad Atena Lucana Scalo dove nel pomeriggio di domenica un gruppo di ospiti del centro di accoglienza sono stati protagonisti di una rissa, provocando l'ira di alcuni cittadini. Non si conoscono e cause scatenanti dell'accaduto. Secondo quanto riferisce un testimone pare che gli ospiti del centro di accoglienza stavano partecipando ad una festa quando si è scatenata la rissa. Si sono quindi riversati in strada dove alcuni cittadini di Atena si sono riversati nel sentire le urla e le minacce.

Uno di loro ha preso una bottiglia minacciando un altro giovane ospite del centro. Il fatto si è verificato in Via Stazione, nei pressi dell'incrocio che porta al Bowling. Le ragioni della lite non sono note. A rendere noto quanto accaduto un cittadino che ha voluto pubblicare il video su facebook. Si presume che alla festa di compleanno di un bimbo che abita in Via Stazione ad Atena Lucana Scalo, gli ospiti hanno fatto uso di alcool e droghe. Restano comunque non chiare le cause che hanno portato poi alla furente lite tra il folto gruppo di migranti

si ringrazia il Carmine Mario Cavuoti per la concessione delle immagini video

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Un'Italia Malata è così che ha definito il Paese amato Massimo Castella originario di Sanza che vive da diversi anni a Barberino di Mugello in provincia di Firenze dove una rapina stava per costargli anche la vita. Non la prima rapina, secondo quanto racconta nel suo lungo post accompagnato da foto drammatiche di un volto tumefatto e completamente alterato nei lineamenti a causa delle feroci botte che i suoi aguzzini gli hanno inflitto al fine di poter svaligiare indisturbati il negozio.

Massimo Castella è vivo per miracolo. I tre stranieri rom lo hanno aggredito violentemente mentre si trovava all'interno della sua attività commerciale sita nella piazza centrale del paese a poca distanza dal comando di Polizia Municipale, dalla casa comunale e dal comando dei carabinieri peraltro in pieno giorno.

Secondo quanto racconta il giovane originario di Sanza, i tre rom introdottisi indisturbati nel negozio, senza alcun timore delle leggi e della giustizia, lo hanno colpito violentemente alla nuca e con calci e pugni sul viso. In seguito trascinato in un angolo due di loro hanno tentato di strangolarlo bloccandolo con il peso dei loro corpi mentre un terzo, utilizzando la felpa strappata della vittima tentava di soffocarlo.

Un racconto duro che Massimo Castella ha deciso, di affidare ai social network al fine di informare di quanto accade in Italia. L'uomo, infatti, sottolinea nel suo post come non sia neanche la prima volta che malviventi entrano nel suo negozio per effettuare una rapina. Quest'ultima occasione stava per costargli la vita.

"Vivo e Lavoro in questo Paese, - scrive in apertura del post Massimo Castella - pago le tasse in questo Paese (troppe), osservo le leggi italiane, rispetto le autorità e chi indossa una divisa, rispetto il prossimo, tenendo fede all'educazione che fin da piccolo, i miei genitori e la scuola, hanno saputo impartirmi. Non sopporto la violenza e la prepotenza, non tollero i delinquenti".

Dopo il racconto dei fatti Massimo si dice fortunato di esserne uscito vivo ma non illeso riportando le numerose fratture, tumefazioni ed ecchimosi riscontrate dai medici dell'Ospedale di Borgo San Lorenzo.

"La mia colpa - si chiede Massimo - è stata quella di Trovarmi nel posto sbagliato al momento sbagliato? Ma ero nel mio negozio a lavorare! O forse quella di aver capito che si trattava di una rapina, e aver reagito ai tre delinquenti? Individui, che non rispettano e non temono le leggi Italiane. Oggi - continua - è successo a me, domani potrebbe toccare a qualcuno di Voi, a un vostro caro, a un vostro conoscente. Chiedere più sicurezza, più tutela, più rispetto delle leggi, più tranquillità per i nostri figli e nipoti, è forse chiedere troppo? L'alternativa, è forse scappare dall'Italia? Preferisco credere ancora nella giustizia! Chissà che non sia anche un po' colpa di tutti Noi, se oggi viviamo in questa Italia malata".

Per quanto accaduto, Massimo Castella si è anche rivolto al Ministro dell'Interno Matteo Salvini che lo ha incontrato in occasione della visita del Ministro a Firenze per raccontargli di quanto accaduto e chiedere un'Italia più sicura.  

Anna Maria CAVA

Cronaca

 

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Nel tardo pomeriggio di ieri la Guardia Costiera di Salerno ha prestato soccorso a otto persone, di nazionalità tedesca, a bordo di un catamarano in difficoltà nel tratto di mare antistante il litorale di Pastena. Dopo la richiesta di soccorso da parte del conduttore di un catamarano di circa 12 metri di lunghezza che non riusciva a governare l’imbarcazione a causa di un’avaria e di temeva un impatto con la scogliera, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Salerno si è prontamente attivata. La motovedetta è riuscita in pochi minuti ad intercettare il catamarano e a scongiurarne l’impatto contro gli scogli. L’operazione, resa difficoltosa dalle condizioni meteo-marine avverse, si è conclusa positivamente.  Tutti sono stati tratti in salvo e l’imbarcazione è stata ormeggiata al Molo Manfredi

Cronaca

Una lunga storia di clientelismo e mala gestio quella scoperchiata ieri a Camerota con l’operazione dei Carabinieri denominata Kamaraton. In cella sono finiti l’ex sindaco, ex consiglieri e funzionari. Tra gli indagati figura anche Antonietta Coraggio, vicesindaco di Vallo della Lucania, coinvolta nell’inchiesta in quanto presidente della società La Marina de il Leone di Caprera srl. Coraggio si autosospende da vicesindaco. “Sebbene la vicenda processuale riguardi la gestione di una Società partecipata dal Comune di Camerota - fa sapere - ho provveduto a notiziare il Sindaco di Vallo della Lucania della mia determinazione di autosospendermi dalla carica di ViceSindaco fino al chiarimento della mia posizione”. 

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