Cronaca

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La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, per l'importo di circa 52 mila euro, emesso dal Tribunale di Vallo della Lucania, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore di Agropoli.

Il provvedimento è stato adottato al termine di una complessa attività fiscale eseguita dai Finanzieri della Compagnia di Agropoli nei confronti di una società cilentana operante nel settore della posa in opera di fibra ottica, conclusa con la segnalazione all'Agenzia delle Entrate di un imponibile di 234 mila euro sottratto a tassazione, con un'imposta evasa pari a circa 52 mila euro. I militari agropolesi hanno scoperto che l'impresa aveva rilevato in contabilità e, di conseguenza, nella dichiarazione dei redditi, costi per il noleggio di escavatori, fatturati da una società modenese che, dagli accertamenti svolti, è risultata priva di una sede, di una struttura logistica e di macchine da movimento terra.

Confermata, poi, la natura fittizia dei rapporti commerciali tra le due società e la totale assenza di corrispettivi per il presunto noleggio degli escavatori. Con la misura cautelare, emessa a garanzia del credito erariale, sono stati sequestrati depositi a risparmio nominativi, carte di credito, fondi d'investimento ed otto veicoli nella disponibilità del titolare dell'azienda cilentana, in misura pari all'imposta evasa.

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ambulanza2223

Marito e moglie di Montesano sulla Marcellana sono rimasti ustionati in seguito a un incidente domestico.ÂÂ È successo questa mattina. Entrambi sono stati portati al “Cardarelli” di Napoli. Lui sembra abbia riportato ustioni su gran parte del corpo mentre lei solo agli arti superiori. Sono in corso gli accertamenti per capire la dinamica di quanto accaduto. Molto probabilmente le fiamme sono partite dal camino.

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omicidio pascuzzo ok

Questa mattina al Tribunale di Lagonegro c’è stata l’udienza preliminare per Karol Lapenta, il 19enne di Buonabitacoloaccusatodell’omicidio del coetaneo e amico Antonio Pascuzzo. La difesa aveva chiesto il rito abbreviato e il giudice l’ha accolta. La pena, se il ragazzo sarà condannato,saràridotta di un terzorispetto al rito ordinario. I fatti, vale la pena ricordarlo, risalgono al 6 Aprile scorso. Il cadaveredel giovane fu trovato nei pressi della ex piscina comunale di Buonabitacolo dopo dieci giorni dalla denuncia di scomparsa. L’omicidio sarebbe avvenuto per motivi legati alla droga. Lo stesso Lapenta confessò il delitto e da quel giorno si trova nel carcere di Potenza.

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Alle prime luci dell’alba i militari la Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Benevento ed Avellino, dieci ordinanze di custodia cautelare personale. Di queste tre misure di custodia cautelare in carcere, quattro di arresti domiciliari e tre di obbligo di dimora. I soggetti sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale, realizzata nel settore della grande distribuzione di detersivi e prodotti per la casa.

Nello specifico hanno notificato tre ordinanze di custodia cautelare in carcere a CL., D.S. (entrambi residenti a Mercato San Severino) e D.G. (residente a San Michele di Serino AV), considerati i promotori del sodalizio e gli ideatori del meccanismo evasivo di frode. Mentre nei confronti di R.F. (residente a Baronissi), F.M. (residente a Castellammare di Stabia NA), A.P. (residente a Matino LE) e B.R. (residente a Nocera Inferiore) il Gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari. A carico di B.G., D.L. (entrambi residenti a Pagani) e P.V. (residente a Fisciano) e stata invece disposta la misura dell’obbligo di dimora nei Comuni di rispettiva residenza.

Il Gip ha anche emesso un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente di tutti i beni riconducibili agli indagati, nonché alle società coinvolte nella frode, per l’ammontare complessivo di 1.600.000 euro.

Le indagini sono state condotte nei confronti di undici persone e sei società scoprendo un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale messa in piedi anche attraverso l’emissione, il rilascio e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte di società estere con sede in Inghilterra, Spagna, Lituania, Romania e Bulgaria, utilizzate per l’acquisto delle partite di merce destinate al mercato nazionale. Il sodalizio aveva poi creato in Italia una serie di società “cartiere”, intestate a prestanome, che formalmente acquistavano i prodotti dalle società estere e sulle quali è stato concentrato il debito d’imposta derivante dalla successiva vendita ai clienti coinvolti nella filiera illecita.

L’esame della documentazione intercettata e l’analisi delle movimentazioni bancarie hanno consentito di individuare e monitorare i flussi finanziari in entrata e in uscita. L’attenzione è stata rivolta, in particolare, sui conti di due delle società cartiere che fungevano da collettori dei proventi della frode. In questo modo, si è giunti all’individuazione delle società straniere intestatarie dei conti correnti sulle quali venivano immediatamente bonificati i profitti illeciti

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