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Si torna a parlare, in queste ore, di antenne per la telefonia mobile nel Vallo di Diano. Questa volta la società di telecomunicazioni Ericsson ha presentato qualche settimana fa agli uffici comunali un'istanza per realizzare a Buonabitacolo un sistema di antenne, con una potenza inferiore a 20 watt.
In particolare, il progetto presentato dalla multinazionale Svedese prevede sei antenne e tre parabole da installare in cima a un palo in acciaio, alto più di 34 metri, in una zona a vocazione agricola e densamente abitata, nota come località Pennino.
La superficie agricola, di circa 5mila metri quadrati, dove dovrebbe nascere l'impianto è stata recentemente risistemata. Operazione compiuta, probabilmente, subito dopo l'acquisto del terreno, avvenuto il 3 luglio scorso, da parte di quattro giovani donne, tre delle quali residenti a Napoli e Caserta e una nel Vallo di Diano. Naturalmente, questa operazione di compravendita, avvenuta praticamente a poche ore dalla presentazione dell'istanza, fa sorgere non poche preoccupazioni tra gli abitanti del piccolo paese valdianese, peraltro già duramente provati dalla famosa "puzza" emessa da un'azienda del posto. I cittadini temono soprattutto i rischi prodotti dalla esposizione alle onde elettromagnetiche, l'impatto ambientale e paesaggistico. Preoccupazioni, a quanto pare, condivise anche da una parte dall'amministrazione comunale e dal gruppo consiliare di minoranza "Crescere Insieme" che, anche se in modo non ufficiale, hanno già espresso contrarietà al progetto.
Intanto, il responsabile dell'ufficio tecnico comunale ha chiesto all'azienda un'integrazione della documentazione, in modo da verificare con maggiore attenzione le caratteristiche dell'impianto e poter sottoporre, successivamente, il progetto all'assemblea consiliare.
Elia Rinaldi

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