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Il consiglio dei ministri, lo scorso 27 gennaio ha fissato la data per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari che dovrà ufficializzare quanto stabilito nella legge di revisione costituzionale approvata alla camera in via definitiva nella seduta dell'8 ottobre scorso. Una riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle che, punta  a ridurre i costi della politica. Il prossimo 29 marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per approvare la legge che, secondo quanto riportato dal sito di informazione finanziaria Qui Finanza, potrebbe compromettere la rappresentatività territoriale a scapito di un risparmio esiguo per le casse statali.

Per Qui Finanza, il risparmio annuale che si potrebbe ottenere con la riduzione dei parlamentari equivale a circa 1/600esimo del debito pubblico ossia in percentuale allo 0,005%. Il taglio potrebbe comportare dei rischi per la rappresentatività delle aree interne in Parlamento che già soffrono la difficoltà di vedere le proprie istanze considerate e ascoltate dalla politica nazionale. Secondo Qui Finanza, infatti, il si al referendum del prossimo 29 marzo, porterebbe l'Italia ad essere "il Paese della Ue con il minor numero di deputati in rapporto alla popolazioneossia  0,7 “onorevoli” ogni 100.000 abitanti.

La riforma che sarà ora sottoposta al giudizio dei cittadini, prevede un taglio di 345 parlamentari, il che significa che i deputati passeranno dagli attuali 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Ciò porterà ad un risparmio di 52,9 milioni all'anno per la camera e 28,7 milioni all'anno per il senato. Un totale di circa 80 milioni che, rapportati al debito pubblico, come detto, equivale ad appena lo 0,005%. Il referendum non ha quorum, pertanto, qualunque sia la partecipazione della popolazione anche se non supera il 50% + 1 degli aventi diritto, la decisione sarà comunque valida.

In tutta Italia, quindi domenica 29 marzo, urne aperte dalle ore 7,00 alle ore 23,00 con i cittadini che dovranno esprimersi sul quesito posto sulla scheda elettorale che dice:  «Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 240 del 12 ottobre 2019?». Qualora la riforma sottoposta a referendum non sarà approvata dalla maggioranza dei voti validi, non sarà promulgata.

Anna Maria CAVA

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Matteo Salvini ieri a Napoli in un tour della città che lo ha portato al quartiere di Scampia ospite della palestra di Gianni Maddaloni, maestro di judo che innamorato del suo quartiere seppur tra le sue mille problematiche, ha aperto una palestra dove tanti giovani possono avere la possibilità di intraprendere la strada della legalità e della dignità.

Il leader della Lega ha voluto incontrare il maestro di Judo per ringraziarlo di quanto sta facendo per i giovani di Scampia. Salvini, inoltre, è stato in visita nella storica sartoria Marinella, dove ha potuto confrontarsi con numerosi imprenditori. Un tour di incontri e visite che hanno preceduto il suo arrivo al Teatro Augusteo dove era atteso da migliaia di persone. Con i giornalisti si è soffermato in un lungo confronto rispondendo sui temi più attuali, tra cui i decreti sicurezza che l'attuale consiglio dei ministri ha deciso di modificare

Un passaggio poi anche sulle prossime elezioni regionali ribadendo la volontà di creare prima di tutto una squadra forte. E poi un chiarimento sul tema dell'aborto che ha suscitato diverse polemiche.

Anna Maria CAVA

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Domenica scorsa a Sant'Arsenio altro incontro tra la comunità santarsenese e rappresentati politici locali. A voler intervenire per tracciare un bilancio dei 2 anni e mezzo di amministrazione i due consiglieri indipendenti Andrea Vricella e Carmine Graziano, fuoriusciti alcuni mesi fa dalla maggioranza consiliare e dichiaratisi indipendenti.

I due hanno voluto presentarsi alla cittadinanza per rendere conto di quanto fatto durante il periodo in cui erano alla guida del paese come membri della maggioranza e anche epr rispondere alle accuse lanciate dal Sindaco nel lungo incontro svoltosi lo scorso gennaio presso il Teatro comunale Amabile. Ad aprire il lavori è stato il consigliere Graziano che ha voluto rimarcare l'inattuazione del programma elettorale da parte dell'amministrazione Pica. Graziano infatti,l nel suo intervento, programma alla mano, ha evidenziato come, gran parte delle intenzioni pubblicate nel volumetto di 16 pagine, sono poi rimaste inapplicate.

Partendo dalla volontà di coinvolgere la comunità locale e i cittadini con un passaggio anche sulla commissione Pari Opportunità nominata ma mai riunitasi. Graziano ha anche spiegato il perchè dell'uscita dalla maggioranza sottolineando come, tutti i tentativi di riconciliazione sono poi risultati vani fino all'ultima riunione il cui tentativo di riconciliazione è clamorosamente fallito. Successivamente è intervenuto Andrea Vricella che, nel suo intervento, ha elencato tutto quanto fatto nel suo ruolo di assessore e di membro della maggioranza consiliare. In particolare si è soffermato sulla sua abitudine ad avere contatti con le persone e con i cittadini cercando di recepirne le necessità. E su questo passaggio ha puntato il dito contro la maggioranza consiliare accusata invece di essere assente e poco aperta alle persone

Elencando i suoi interventi sulla gestione del servizio idrico, sulla questione piano di Zona e per la pulizia del paese è giunto a parlare della vicenda Palazzetto dello Sport dove Vricella ha accusato fortemente il sindaco Pica ricordando come, da anni è alla guida del paese

 

Anna Maria CAVA

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A distanza di alcuni giorni dalla presentazione delle dimissioni con conseguente scioglimento del consiglio comunale, a Ispani compare il manifesto pubblico in cui i consiglieri dimissionari spiegano le ragioni che li hanno portati a chiudere anticipatamente l'esperienza di governo della città. Una decisione che sarebbe stata giustificata dalla necessità di cambiare guida al paese che, come riportato nel manifesto, da 24 anni vedrebbe si legge:

"Una persona sola al comando". "In questi anni - spiegano gli ex consiglieri comunale Francesco Giudice, Amerigo Pierro, Antonio Altomonte, Piernicola Lovisi, Salvatore Avagliano e Antonio Pecorelli - ognuno nel proprio ruolo politico e con modalità differenti, ha creduto di poter arginare una politica locale che troppe volte ha pensato a dividere anziché unire, scontrandosi però quotidianamente con una realtà che diceva tutt'altro". Secondo quanto dichiarato dagli autori del manifesto l'ex sindaco avrebbe accentrato nelle sue mani tutto il potere senza consentire ad altri di poter esprimersi nelle decisioni e mortificando, a parere dei consiglieri tutti, anche il ruolo stesso del consiglio comunale.

"Pensiamo - scrivono a caratteri cubitali sul manifesto i dimissionari - sia arrivato il momento di voltare pagina. Queste dimissioni - spiegano - vogliono rappresentare un atto politico e di rottura con il passato puntando alla nascita di un nuovo soggetto politico aperto al dialogo e al confronto, in cui si rafforza il concetto di democrazia e dove l'ente comunale non venga percepito con paura ma come luogo per la risoluzione dei problemi con i cittadini che devono sentirsi liberi di esprimere le proprie idee. Il nostro paese ha bisogno di serenità". Sottolineando come le dimissioni siano state decise per contestare un sistema ritenuto fallito dagli scriventi, guardano al futuro immaginando una classe politica giovane.

"Come giovani di questa terra - scrivono in conclusione - abbiamo il dovere di ricostruire la nostra casa comune e ricreare la modalità di confronto all'interno della nostra comunità, rafforzando il concetto del NOI. L'obiettivo del gruppo che andremo a formare per le prossime elezioni è quello di riportare in Paese un clima di distensione per consentire ai cittadini di avvicinarsi alla vita politica comunale".

Anna Maria CAVA  

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