Sanità

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Stop ad ogni tipo di prestazione sanitaria in tutti gli ospedali salernitani compreso il Luigi Curto di Polla. È quanto stabilito dall'ASL di Salerno che ha recepito una direttiva emanata dall'Unità di Crisi della Regione Campania. Priorità alla gestione dell'emergenza Covid, ma il reparto covid allestito presso il Curto è pronto ma non autorizzato alla riapertura.

Anna Maria CAVA

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accordo tso ok

Sarà sottoscritto venerdì prossimo, 16 ottobre alle ore 9,30, presso l'aula consiliare del Comune di Sala Consilina un protocollo d'intesa tra ASL di Salerno e Comitato dei Sindaci del Distretto 72 per fissare le procedure di attivazione ed esecuzione dell'accertamento e trattamento sanitario obbligatorio. A sottoscrivere l'accordo sarà il sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone in veste di rpesidente del Comitato dei Sindaci e, per l'ASL di Salerno ci sarà il direttore sanitario Ferdinando Primanio. "La sottoscrizione del protocollo di intesa - fanno sapere - va ad avviare un percorso di riattivazione dei servizi psichiatrici territoriali quali il reparto di psichiatria presso il Presidio Ospedaliero “Luigi Curto di  Polla”. Con l'accordo il Vallo di Diano si pone all’avanguardia a livello regionale normando con coraggio un tema ancora oggi spinoso: i trattamenti senza consenso in Salute Mentale". Attraverso la stipula del protocollo d'intesa si punta a raggiungere attraverso interventi condivisi, nel rispetto delle competenze specifiche per ogni organi istituzionale in campo, gli obiettivi prefissati dall'accordo puntando innanzitutto sul rispetto della dignità umana e della sicurezza sociale

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Si conclude domani a Polla, in Piazza Forte, la campagna di screening oncologici gratuiti "Mi voglio bene" dell'Asl Sa partita lo scorso 23 settembre: medici nelle piazze della provincia con l'obiettivo di incentivare l'adesione e sensibilizzare al tema della prevenzione. 

Tredici le tappe organizzate nei maggiori centri, da nord a sud. Oggi a Sapri in Corso Italia. E domani per l'ultima tappa del tour a Polla, dalle ore 9 alle ore 18, ad attendere i cittadini nel camper, allestito dalla azienda sanitaria locale, diversi i medici; è possibile eseguire il pap-test, prenotare una mammografia, ricevere informazioni sul test colon retto. Si forniscono tutte le informazioni utili ad individuare ed a semplificare i percorsi di accesso alle prestazioni di screening. Oltre ai già previsti interventi sono effettuate gratuitamente varie altre consulenze, controlli, visite e prestazioni (ad esempio dermatologiche, ginecologiche, ...) messe a disposizione dell’utenza dai singoli Distretti Sanitari.

In tanti in queste settimane hanno risposto all'invito dell’Asl Salerno "a partecipare attivamente, sottoponendosi ai controlli previsti, nella consapevolezza che allo stato attuale le attività connesse agli screening vengono considerati impegni differibili". L’iniziativa, proposta annualmente e in modo capillare su tutto il territorio provinciale, è finalizzata al potenziamento dell'azione preventiva e informativa avvicinando ed interagendo direttamente con i cittadini-utenti.

Tutte le prestazioni e le attività si svolgono nel pieno rispetto delle misure antiCovid.  La campagna "Mi Voglio Bene" si avvale del patrocinio della Provincia di Salerno, dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno, e dell’Ordine della Professione di Ostetrica della Provincia di Salerno.

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Mentre si continuano a diffondere notizie che alimentano la paura da Covid, si parla sempre meno della capacità del servizio sanitario di garantire adeguata assistenza ai malati. È intorno a questa sintesi che ruota il discorso dell'ex direttore sanitario del Luigi Curto Nunzio Babino che sottolinea come, ad oggi, vengono diffuse continue notizie sui casi di contagio alimentando la paura mentre si parla poco della gestione dei servizio sanitario. Sottolineando come, il numero dei positivi, dipende molto dal numero di tamponi che vengono effettuati e che, tra i positivi soltanto il 5% sviluppa la malattia, l'ex direttore sanitario evidenzia anche come, in molti casi, ci si trova di fronte a falsi positivi o falsi negativi, dati che impongono anche una seria riflessione sull'affidabilità dei tamponi.

"La ricerca ossessiva, di "positivi" - scrive Babino - non aiuta, anzi spaventa e mette "paura", soprattutto se la conta dei tamponi viene protratta per un intero anno e forse anche oltre". Serve quindi un cambio di passo in un momento che, l'autore dello scritto, paragona ad una guerra da vincere ma non usando l'arma della paura. Un passaggio fondamentale per sottolineare l'importanza di un servizio sanitario efficiente e capace di garantire le cure per tutte le patologie.

"Ormai - scrive il Dott. Babino - tutti sappiamo che il numero dei "positivi" cresce con l'aumentare del numero dei tamponi eseguiti. Sappiamo che non sono malati, ma persone come noi.  Da domani, diteci invece se gli ospedali sono stati potenziati e come, con quale nuovo personale e con quali nuove attrezzature. Diteci se la medicina territoriale ed il sistema trasporto infermi sono stati potenziati. Soprattutto diteci se i tantissimi malati affetti da altre patologie, che pure esistono e ce ne siamo dimenticati, trovano facile accesso alle strutture ospedaliere e sono curati con la dovuta tempistica ed attenzione. Per non avere "paura" e "temere" per la nostra salute, vogliamo sapere se gli interventi chirurgici programmati vengono eseguiti normalmente e se le visite ambulatoriali vengono garantite. Abbiamo bisogno di informazioni corrette per non avere la "paura" da Covid".

Evidenziando come una guerra non può essere vinta semplicemente bloccando attività commerciali e lavorative, sottolinea come, per vincere contro il covid c'è bisogno di serenità e soprattutto di fiducia nel sistema sanitario nazionale.

"Sicuramente - dichiara l'ex direttore sanitario - potremo "vincere la guerra" con una informazione seria, avendo consapevolezza che "seminare la paura" indebolisce ed annulla le capacità di contrasto alla malattia. Vogliamo sapere della malattia, della sua capacità di compromettere la salute, della sua effettiva letalità, di come evitare il "contagio", oltre le mascherine e il distanziamento". Da qui la richiesta di invertire la rotta, un cambio di passo sulla "strategia della paura" come annunciato dal vice ministro alla Sanità

 

Anna Maria CAVA

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