Sanità

Saranno circa 45mila medici in meno. Questo è quanto si determinerà fino al 2023 in Italia per effetto dei pensionamenti e che coinvolgerà i medici di famiglia e quelli del Servizio Sanitario Nazionale. Una proiezione che allarma la Federazione medici di medicina generale e il sindacato dei medici dirigenti. Nel 2028 andranno in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri. Le uscite stimate non saranno bilanciate dalle nuove assunzioni. Preoccupa non sapere quando saranno banditi i concorsi nelle regioni e per quali numeri e proprio in varie regioni è in atto il blocco del turn-over parziale o totale.

“Il pensionamento è l’effetto, la condizione sono i tagli alla sanità che sono diventati manovra ricorrente. Uno dei meccanismi più semplici di bilancio è quello di indurre e condizionare con tagli alla sanità il bilancio dello stato – commenta Luigi Mandia, il direttore sanitario dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla – quando si potrebbero fare altri ragionamenti”.

L’anno nero, che registrerà il picco delle uscite, sarà per i medici di famiglia il 2022: tra le regioni più colpite la Campania. “Stiamo parlando del medico di base che è figura preminente nel panorama sanitario nazionale – continua Mandia – ha ruolo di agente perchè è colui che agisce. Il tuo bisogno di salute lo affidi a un competente e imporrante è avere un certo background in fatto di studio, di applicazioni ed esperienze. L’internettizzazione culturale non è un vantaggio e non si può discutere di vita e di salute con tutti se non con il medico di base che agisce in chiave di bisogno di salute. Un perno di un sistema sanitario vincente e invidiato che non è antieconomico perché il vero dato antieconomico è la malattia non la salute”.

Mandia ammette che esiste carenza di pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi ma l’Asl sta bandendo una serie di concorsi che rispettano tutte le procedure che tuttavia dovrebbero essere più snelle. “Oggi siamo controllati dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia – afferma Mandia – la quota capitaria campana è inferiore, una ingiustizia rispetto al diritto alla salute. Stiamo lavorando per riorganizzare l’ospedale di Polla per rispondere ai bisogni di salute. E’ il primo anno che stanno arrivando medici nuovi. Bisogna assumere medici in condizione parametrata, nel giro di qualche anno contiamo di avere una condizione sempre migliore”.

Sono infatti giunti nuovi medici in cardiologia, urologia, chirurgia, anestesia, radiologia, oculistica e pronto soccorso.

Antonella Citro

 

 

 

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