Sanità

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Riparte da Salerno lunedì 23 settembre il tour della campagna "Ci prendiamo cura di te", realizzata dalla Regione Campania e promossa dall’Asl Salerno con l'obiettivo di incentivare l'adesione agli screening oncologici gratuiti. Diversi i controlli che si potranno effettuare a bordo di un truck attrezzato e brandizzato, con i medici dell'Asl Salerno, che lunedì stazionerà in piazza Casalbore dalle ore 9:00 alle 18:00, ma che poi toccherà vari comuni salernitani.

In particolare sarà possibile effettuare un pap-test: per le donne dai 25 ai 64 anni, prenotare gratuitamente la mammografia: per le donne dai 50 ai 69 anni, e ricevere informazioni ed orientamenti per il test del colon retto, per gli uomini e le donne dai 50 ai 74 anni. Il truck dell’Asl Salerno proseguirà il suo tour il 24 settembre ad Eboli in Piazza della Repubblica, poi sono previste tante altre tappe, ad esempio, arriverà nel Cilento, ad Agropoli il 30 settembre in piazza Vittorio Veneto, sarà a Sapri il 2 ottobre in Piazza Plebiscito e nel Vallo di Diano il 3 ottobre a Polla in Piazza Ritorto. Lo scopo è svolgere un’opera di informazione e prevenzione sul territorio, avvicinando i cittadini ed offrendo occasioni concrete di incontro, per promuovere la cultura della prevenzione attraverso l’adesione agli screening attivati dall’Azienda.

La campagna rientra nel programma “Mi Voglio Bene”, promosso dalla Regione Campania per sostenere la prevenzione offrendo un’assistenza diagnostica tempestiva, specializzata e gratuita. Controlli dedicati a donne e uomini residenti e domiciliati nelle cinque province campane che potranno usufruire gratuitamente di tre tipi di screening per la prevenzione del carcinoma alla mammella, al colon-retto, al collo dell’utero. Informazioni sul sito www.aslsalerno.it e la pagina Facebook Asl Salerno.

Antonella D'ALTO

Sanità

Da oggi sono fermi gli esami di diabetologia in regime convenzionato nell’ambito dell’Asl Sa. Sono già esauriti i tetti di spesa trimestrali ovvero le risorse da dare al privato accreditato per il periodo luglio-agosto-settembre.  Le convenzioni dovrebbero riprendere agli inizi di ottobre. Siamo a fine agosto e il problema si ripresenta. Lo stop agli esami di diabetologia va così a unirsi al blocco delle analisi del sangue (ferme dalla scorsa settimana), degli esami diagnostici e delle visite specialistiche come cardiologia e radiologia (dal 9 agosto), medicina nucleare (già dal 20 luglio) e radioterapia (dal 23 agosto).

Ora chi ha bisogno è costretto a pagare di tasca propria l'intero importo delle prestazioni sanitarie richieste non potendo più usufruire delle convenzioni, altrimenti deve inserirsi nelle liste d'attesa delle strutture pubbliche con i tempi ben noti a tutti. Oppure, l’altra triste scelta, è di rinunciare alle cure!

Anche per questo trimestre è stato rispettato il trend dei precedenti con l'esaurimento dei tetti di spesa un mese prima della naturale scadenza. È la novità della programmazione trimestrale ad aver mandato in tilt il sistema con continui ed insopportabili stop. Il monitoraggio trimestrale della spesa, nelle intenzioni, doveva evitare proprio il regolare blocco di esami e visite in convenzione e mantenere sotto controllo la spesa. Per ora i fatti raccontano che ha solo contribuito ad anticipare le criticità di un mese ogni trimestre. Fino allo scorso anno infatti, il mese di settembre ha rappresentato la linea di confine. Dal 2019 invece uno stop c’è stato già a marzo e a giugno.

Rosa ROMANO

Sanità

Pubblicato dall'istituto Superiore della Sanità lo studio su relazione tra esposizione a radiofrequenze emesse dai cellulari e patologie tumorali. Dagli ultimi dati presentati,  si rileva che non trovano conferme le ipotesi su possibili danni alla salute.

Nel rapporto pubblicato sul sito ufficiale dell'Istituto Superiore della Sanità lo scorso 22 luglio, infatti, relazionando sul lavoro svolto per analizzare gli effetti delle radiofrequenze, i ricercatori hanno constato che, l'esposizione a radiofrequenze da telefonini cellulari non favoriscono il sopraggiungere di tumori cerebrali e, più in generale, non porterebbero all'insorgere di altre tipologie di tumori.

Lo studio effettuato in un periodo che va dal 1999 al 2017, ha consentito anche di valutare gli effetti in base anche ai cambiamenti della tecnologia.Secondo quanto emerso pare che, l'esposizione si è notevolmente ridotta da 100 a 500 volte con il passaggio dal 2G al 3 e 4G che può ulteriormente ridursi attraverso l'uso di auricolari o sistemi di vivavoce.

Secondo lo studio effettuato da dall'Istituto della sanità inoltre, l'esposizione alle radiofrequenze si ridurrebbe ulteriormente laddove la copertura della rete è migliore. Nonostante siano aumentati nel tempo il numero degli impianti, dallo studio emergerebbe come in realtà l'emissione di radiofrequenze sia in realtà diminuita, probabilmente a seguito anche del passaggio dal sistema analogico al digitale.

Grazie quindi al deciso e rapido miglioramento della tecnologia, si riescono a ridurre in maniera drastica i rischi per la salute. Il possibile insorgere di patologie tumorali potrebbe derivare solo in caso di esposizione in contemporanea a radiofrequenze ed altri agenti cancerogeni. Ipotesi su cui si stanno effettuando studi e ricerche. In sintesi, nel rapporto ufficiale dell'Istituto Superiore della Sanità si legge:

"Dagli studi epidemiologici condotti sull’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenze da telefoni mobili non si evidenziano un incremento del rischio di tumori cerebrali. Inoltre, essi non indicano un incremento del rischio di altri tumori nella regione della testa e del collo. Gli studi epidemiologici - si legge ancora - non indicano incrementi di rischio per altre neoplasie, inclusi i tumori infantili. Un gran numero di studi in vivo ben condotti e basati su un’ampia varietà di modelli animali hanno prodotto risultati prevalentemente negativi".

Anna Maria CAVA

 

Sanità

Le affollate coste cilentane del periodo di vacanze, saranno il luogo ideale per intercettare il maggior numero di persone e sensibilizzarli sulla corretta alimentazione a tutela della salute. Parte così il progetto From Farm to Fork, come comunemente gli inglesi definiscono i controlli sugli alimenti a garanzia di qualità.

Ed è proprio per evidenziare l'importanza di conoscere attentamente la provenienza e i giusti valori nutrizionale degli alimenti che quotidianamente consumiamo che è stato attivato il progetto promosso dall'ASL di Salerno ed i particolare dal Dipartimento di Prevenzione e dall'unità operativo di Pomozione della Salute diretta dalla Dott.ssa Rosa Zampetti e che, per cercare di raggiungere il maggior numero di interlocutori possibile, raggiungerà in questi giorni d'estate, i comuni costieri dell'area cilentana dove si registra una massiccia presenza turistica. 9 i comuni coinvolti nel progetto che partirà domani da Agropoli. Successivamente medici, veterniari e tecnici dell'alimentazione saranno il 14 agosto a Santa Maria di Castellabate, il 17 a Palinuro, il 20 a Paestum, il 27 agosto a Eboli con le ultime due tappe del mese di agosto a Sapri e Pioppi rispettivamente il 29 e il 31 agosto. Gli ultimi due appuntamenti sono in programma nel mese di settembre quando i referenti del progetto saranno a Cetara, il 6 settembre e infine a Salerno il 13 settembre.

From Farm to Fork è un programma di sensibilizzazione alimentare deciso anche in virtù dei recenti dati emersi sul monitoraggio di bambini tra gli 8-9 anni che ha confermato come vi sia un'altissima percentuale di bambini in sovrappeso. Un fenomeno dovuto spesso non solo alla ingente quantità di cibo ingerita ma anche alla qualità degli alimenti scelti.

Da qui il programma che vuole sensibilizzare verso una scelta orientata prevalentemente sul prodotto a km 0 tipico della dieta mediterranea con particolare attenzione all'uso di alimenti di stagione. Durante gli appuntamenti, i medici, i vetrinari e i tecnici presenti nelle piazze, incontreranno i residenti e i turisti per  cercare di sensibilizzarli sui temi della corretta alimentazione cercando di favorire la conoscenza e soprattutto la consapevolezza che, essere consumatori di prodotti tipici della dieta mediterranea accompagnata da corretti stili di vita, possono essere fattori determinanti per la tutela della salute.

Anna Maria CAVA

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