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sabato, 25 Giugno, 2022
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    USURA A SALERNO, TASSO DI INTERESSE DEL 20%. COSTRETTO A VENDERE IL BAR. ARRESTATO 28ENNE

    28enne arrestato con l’accusa di usura a danno del proprietario di in Bar a Salerno. Questa mattina i militari della Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal GIP Dott.ssa Marilena Albarano. Una decisione frutto di indagini che hanno portato ad accertare l’incasso da parte dell’uomo di rilevanti somme di denaro a fronte di un credito vantato di appena 8 mila euro. Somme che avevano spinto la vittima a vendere il suo bar per recuperare la cifra necessaria.

    Dall’emergenza covid un dramma economico per il proprietario di un bar a Salerno, rimasto vittima di usura a cui si è trovato costretto a ricorrere per far fronte alle spese di gestione della sua attività difficili da coprire viste le restrizioni imposte a causa dell’emergenza covid. La difficoltà a tener aperto il suo bar e ad affrontare le spese necessarie senza riuscire ad ottenere il necessario guadagno, ha spinto il proprietario di un bar di Salerno a rivolgersi ad un usuraio per ottenere la somma necessaria a coprire le spese per un importo di 8 mila euro. Dalle indagini della Guardia di Finanza di Salerno è emerso che la vittima ha dovuto versare all’arrestato una somma pari a 33 mila euro maturata in appena due anni. La vittima ha infatti dichiarato che, al momento del prestito, il 28enne arrestato aveva anche richiesto la corresponsione di un importo aggiuntivo a titolo di interessi con una percentuale del 20% su base mensile.

    Dagli approfondimenti investigativi condotti dal Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno è stato possibile appurare che, a fronte del prestito originario di 8.000,00 euro, l’arrestato percepiva, per contanti, in circa due anni, 33.600.00 euro, con pagamento mensile pari a 1.400,00 euro, corrisposto in due distinte tranchrs di 700,00 euro cadauna, che venivano pagate dalla vittima nei giorni 2 e 18 di ogni mese. Peraltro è risultato dalle indagini che, l’arrestato, nonostante fosse sottoposto al regime degli arresti domiciliari, continuava ad avere rapporti telefonici con la vittima per reati simili. Le pretese continue avevano spinto la vittima a chiudere il suo bar e a metterlo in vendita nella psranza di riuscire a ricavare somme sufficienti per estinguere il rapporto finanziario. Un’attività questa portata avanti dalla Guardia di Finanza e dalla Magistratura che testimonia l’azione svolta costantemente al fine di reprimere reati in materia economica e a tutela dell’economia legale.

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