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mercoledì, 30 Novembre, 2022
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    Vibonati, L’On. Petrone presenta un’interrogazione sulla chiusura Centro di Riabilitazione ” Juventus “

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    Sull’imminente chiusura del Centro di Riabilitazione “Juventus” di Vibonati è intervenuta anche il consigliere regionale Anna Petrone che ha presentato un’interrogazione al presidente della regione Campania Stefano Caldoro. L’on. Petrone sottolinea: “Si continua ad assistere ad ingiustizie. Il Governo Caldoro continua a fare tagli, a non tener conto delle reali condizioni in cui vivono i nostri territori. La storia del centro di riabilitazione Juventus situato nel centro del Comune di Vibonati (SA) né è una chiara dimostrazione. il Centro è l’unica struttura del territorio del Golfo di Policastro ad erogare prestazioni quotidiane a circa 70 pazienti con un ulteriore lunga lista di attesa per richieste di assistenza socio-sanitarie essendo il punto di riferimento per 17 comuni dell’area. “La Consigliera Regionale Anna Petrone (PD) chiede con un interrogazione a risposta diretta rivolta al Presidente della Giunta Regionale, On.le Stefano Caldoro, affinchè venga dato un pronto riscontro sulla chiusura del centro di riabilitazione “Juventus” prevista per il prossimo 2 gennaio 2015. “Dobbiamo difendere i nostri territori ed i nostri cittadini. Bisogna evitare che una intera area territoriale possa ritrovarsi nella condizione di assoluta assenza di servizi essenziali alla persone provocando disagi insostenibili sotto il profilo morale, etico, politico ed amministrativo. Le inadeguate infrastrutture di collegamento, nonché l’attuale e contingente disastroso stato della rete viaria – aggiunge l’on Petrone, rendono ancora più drammatica una situazione che come sempre arreca inaccettabili conseguenze a danno delle fasce sociali più emarginate”. La consigliera regionale interroga l’On. Caldoro per conoscere quali provvedimenti si intendono adottare nell’immediato, anche in via provvisoria, onde evitare che una intera area territoriale comprensiva di 17 comuni, possa ritrovarsi nella condizione di assoluta assenza di servizi essenziali alla persone. Quali azioni concrete verranno predisposte con urgenza per evitare soprattutto che dal 2 gennaio 2015, i circa 70 pazienti quotidiani e loro famiglie vengano improvvisamente a trovarsi in una condizione di disagio deprecabile e insostenibile sotto il profilo morale, etico, politico e amministrativo. Infine, quali ulteriori strumenti di controllo e monitoraggio si pensa di introdurre per scongiurare il ripetersi di una fulminea chiusura di un centro di riabilitazione, vitale per una vasta area, senza che questa venga ampiamente prevista in tempo utile al fine di evitare inaccettabili conseguenze a danno delle fasce sociali più emarginate.

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