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domenica, 4 Dicembre, 2022
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    Vibonati. Omicidio Gareffa. Confermata in appello la condanna

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    La corte d’Appello conferma la condanna a 14 anni di reclusione per Sergio Pili, l’uomo che, a seguito una lite in famiglia, aveva accoltellato e provocato al morte della moglie Pierangela Gareffa. Dopo la sentenza del Gup del Tribunale di Lagonegro che, con rito abbreviato, aveva condannato l’uomo a 14 anni di reclusione più 3 anni di casa di cura e custodia,  per una pena totale di 17 anni, era stato presentato ricorso in appello sia da parte della difesa dell’imputato che da parte della famiglia della vittima che riteneva insussistenti le ragioni che avevano condotto al vizio parziale di mente dell’imputato al momento del fatto. A costituirsi parte civile al processo anche l’Associazione Mi Più Lucrezia che si occupa di assistere le donne vittime di violenza. A rappresentare l’associazione in questa battaglia l’Avvocato Teresa Paladino che è anche il referente per il Vallo di Diano dell’associazione impegnata nell’offrire assistenza e supporto anche legale alle donne vittime di violenza di qualsiasi genere. Anche l’associazione per il tramite del suo avvocato Teresa Paladino aveva richiesto al rinnovazione parziale del dibattimento, al fine di nominare un nuovo perito al fine di ottenere l’esclusione dell’attenuante del vizio parziale di mente. La vicenda aveva visto l’uomo aggredire la moglie con un coltello da cucina procurandole un danno sottoascellare che l’aveva condotta alla perdita di una grande quantità di sangue, mentre l’uomo, in casa, anziché soccorrere la moglie gravemente ferita e accompagnarla presso l’ospedale, era rimasto a guardare la tv. Pierangela è morta dissanguata dopo 10 ore di agonia. Nel corso dell’udienza presso la corte d’Assise d’Appello di Potenza presieduta dal Dott. Vincenzo Autera e davanti al giudice Dott. Alberto Iannuzzi, per il ricorso proposto dall’avvocato del Pili che riteneva sussistente l’ipotesi di omicidio preterintenzionale e chiedeva il riconoscimento delle attenuanti generiche, dopo la requisitoria da parte del Procuratore Generale dott.ssa Emilia Tierno, sono intervenuti gli avvocati dei familiari della vittima e l’Avvocato Teresa Paladino per l’Associazione Mai Più Lucrezia e per ultimo l’avvocato della difesa. Dopo un’ora circa di camera di consiglio con i giudici popolari, la Corte ha confermato la sentenza di primo grado. Un eventuale ricorso in cassazione sarà deciso solo dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza 

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